Ardesio si Blocca 2020

Ardesio è un piccolo comune Lombardo situato in Val Seriana ed incastonato nelle Alpi Orobie. Il 19 Settembre 2020, nei caratteristici vicoli dell’omonimo paese, si è svolta la terza edizione di “Ardesio si Blocca”, manifestazione di street boulder e slackline. Di contorno all’evento c’è poco, giusto qualche stand in piazzetta perchè l’obiettivo vero è quello di far conoscere il territorio e, visto che era sabato, tutti i locali e negozi erano aperti, così da poter degustare qualche buon prodotto tipico.

Nonostante le ridotte dimensioni del paesino gli organizzatori sono riusciti a tracciare un totale di 45 blocchi molto variegati sia come stile di arrampicata che come strutture su cui arrampicarsi. I blocchi erano divisi in 5 zone e avevano 3 livelli di difficoltà diversi: 19 blocchi facili, 17 blocchi medi e 9 blocchi difficili, un bel pò con cui divertirsi e competere.

Partenza alle 10 di mattina ci dirigiamo verso la zona gialla, limitrofa alla chiesa di San Bernardino. Proprio sul lato più lungo della chiesa è stato tracciato un facile traverso verso destra con culmine alto sullo stipite del portone laterale. Sull’angolo del campanile si trova invece un blocco difficile: con arrampicata verticale si sale il campanile di pietra su piccole presine senza potersi aiutare con lo spigolo laterale. Il top è posto in alto ed ogni tanto qualche pezzo di pietra resta in mano, ma fa tutto parte del gioco, risolviamo comunque il boulder e ci spostiamo sul versante opposto della chiesa.

Sempre su muretto di pietra sono presenti un blocco facile ed uno difficile. Quello facile non presenta sostanziali problemi, ci accompagnano sempre buone prese. Quello un pò più complesso invece si svolge su piccole tacchettine e partenza sit, ma onestamente lo abbiamo trovato piuttosto semplice.

Fronte alla chiesa, all’angolo della strada, flashiamo rapidamente un traverso di media difficoltà con jump finale e ci dirigiamo nel parchetto dove, con altrettanta facilità, saliamo sul blocco tracciato su di un’albero. All’interno dell’oratorio, sul pilone che regge il canestro da basket è tracciato un’altro blocco medio con arrampicata che potremmo simpaticamente definire scimmiesca. Per concludere la zona gialla, lungo la strada principale completiamo un facile traverso ed un’arrampicata verticale su pali e ringhiere.

Ci spostiamo verso il paese per addentrarci nella zona viola. Su di un muretto è presente un facile traverso verso destra. Poco più in là si scala l’interno di una porta in pietra per giungere al top posto sul panoramico e spiovente balcone soprastante. Completa la parte bassa della zona un traverso sul sottoscala di una casa con spallata tutt’altro che banale, soprattutto per persone corte. Verso il centro del paese finalmente incontriamo anche un blocco meno fisico: una scacchiera di rettangoli marmorei costringe ad un’arrampicata d’equilibrio tra le fughe degli stessi. Più avanti, invece, altri 2 blocchi in cui è necessario un buon colpo di reni. L’ultimo blocco della zona è un facile lancetto diretto sul cornicione di una finestra.

La zona rossa è subito dietro l’angolo ed è quella che ospita la maggiore densità di tracciati. Lungo la stradina che porta al santuario della Madonna delle Grazie è presente un bellissimo ed impegnativo traverso su pietra con mani e piedi liberi, in cui è fondamentale capire bene come muoversi. Dopo un paio di tentativi per ricercare gli appoggi migliori finalmente lo chiudiamo. Lì vicino si trovano due facili blocchi: uno con arrampicata verticale su cornicioni e l’altro con partenza su palo e top lato alla casa.

Anche sul santuario della Madonna delle Grazie sono stati tracciati 3 blocchi. Il primo sale verticalmente una facciata del campanile senza difficoltà rilevanti. Il secondo consiste in un bellissimo traverso con mani e talloni sul cornicione e ribaltata finale per raggiungere l’uscita del boulder. L’ultimo si trova sul lato opposto: porta in opposozione, terrazzino intermedio sopra l’arco e top sul bordo della finestra. Proprio quest’ultimo blocco ci ha fatto dannare non poco, ma alla fine lo abbiamo fatto nostro.

Nelle viuzze limitrofe alla chiesa sono presenti altri problemi. Sull’angolo di una casa, su di un muretto di pietra, sono state segnate le prese obbligate di un blocco difficile. Tutto ciò che non era segnato col nastro non si poteva utilizzare. Il primo ed il secondo tentativo falliscono, ma al terzo capiamo il movimento e raggiungiamo il top. Dietro la casa un altro boulder difficile ci aspetta. Si tratta di un traverso verso sinistra su piccole tacche per le mani che ci costringe a mollare del tutto i piedi giunti in prossimità di una porta. Facciamo giusto un paio di tentativi ma sentiamo di non avercene abbastanza, e procediamo per la nostra strada.

Nel cortile davanti al santuario arrampichiamo un basso e non proprio semplice archetto di pietra e iniziamo a salire la stradina per incontrare altri 2 blocchi. Uno medio, troppo fisico per noi, ed uno difficile che risolviamo dopo parecchi tentativi e qualche ferita di guerra, come se avessimo litigato con un gatto. Completano la zona rossa 2 blocchi sparsi tra le vie: il primo è una facile arrampicata verticale, mentre il secondo costringe a salire un camino in opposizione su intonaco instabile e scivoloso per raggiungere il top su cornicione a 5 metri di altezza. Purtroppo non ce la siamo proprio sentita di salire quest’ultimo. E’ tempo di dirigersi verso la prossima zona.

Il primo blocco della zona viola è un facile e bellissimo traverso su solido muretto con, sullo sfondo, proprio il campanile del santuario. Poco più in basso un’altro facile traverso viziato dalla presenza di una macchina parcheggiata proprio accanto. Scesi in piazzetta è presente un ultimo traverso, sempre molto abbordabile ed una breve arrampicata verticale. La “poco popolosa” zona viola termina qui, scendiamo verso le scuole medie per la prossima.

Lungo le scale di emergenza della scuola sono tracciati i primi 2 blocchi della zona arancio. Il primo si tratta di un’arrampicata verticale su trave a “T”, mentre il secondo segue a testa in giù proprio il profilo delle scale per sbucare sul cornicione dal lato opposto che va rimontato per raggiungere l’uscita del boulder.

Nel prato fronte alla scuola sono presenti i rimanenti blocchi posti sui monumeti per i caduti di guerra. Sul primo e più minuto monumeto ci sono due boulder facili che corrono sui lati opposti: il primo è una semplice scalinata alla vetta, mentre il secondo corre su lama verticale. Tentiamo varie volte di scalarla senza successo. Solo quando siamo pronti a mollare troviamo la soluzione al problema e soddisfatti ci dirigiamo verso il monumento più imponente. Qui è tracciato un blocco verticale, bello alto ma allo stesso tempo ben appigliato. Conclude la zona un blocchetto con arrampicata ad incastro tra due piloni e top in cima ad uno di essi.

Terminati i blocchi presenti nelle varie “zone” colorate, rimangono ancora da salire un pò di blocchi sparsi per Ardesio. Due di questi, classificati come difficili, salgono un sassone posto lungo il torrente. Siamo quasi a fine giornata e le dita urlano pietà. Passiamo semplicemente oltre senza nemmeno provare. Andiamo verso una stradina privata dove è presente un lancio veramente lungo. Osserviamo qualche audace ragazzo provare ma capiamo che o sei alto a sufficienza, oppure ti attacchi. Di fronte alla strada c’è invece un caminetto di mattoni molto carino e facile da scalare.

Gli ultimi due blocchi della competizione sono posti nei pressi della chiesa di San Pietro Apostolo. Qui un’altra arrampicata “monkey style” su vecchi travetti in ferro ed una più verticale su finestrella chiudono le danze.

Sono le 16 e abbiamo scalato 19/19 blocchi facili, 15/17 blocchi medi e 5/9 blocchi difficili. Avremmo ancora un’ora di tempo per provare ancora qualche movimento ma ci riteniamo soddisfatti così e consegnamo i risultati di una bellissima giornata. Andiamo a rinfocillarci un pò e ci vestiamo per assistere alle finali alle 18, sul campanile del santualrio della Madonna Delle Grazie. Nonostante ci fossimo qualificati decidiamo, come nostro consueto, di non partecipare.

Come quarti di finale gli atleti qualificati dovevano dimostrare quanta forza nelle dita e resistenza è loro rimasta dopo un’estenuante giornata di arrampicata. La sfida consiste semplicemente nel rimanere appesi il più tempo possibile alla trave: a coppie di 2 chi molla per primo è eliminato. Le semifinali invece si sono svolte direttamente sul campanile con arrampicata verticale in top rope. Anche qui coppie di atleti dovevano raggiungere una campanella posta alla mezzana del campile, il primo che arrivava accedeva alla finale. Per la finale stesso discorso, solo che la campanella era proprio in cima al campanile, più o meno a 40 metri di altezza. Nel complesso è stata una bella battaglia!

Ardesio si Blocca è un’evento sano e simpatico che offre la possibilità a tutti di divertirsi a scalare sulle proprie difficoltà. Se anche voi capita di essere in zona per le prossime edizioni non esitate a farci un salto, è anche una buona occasione per esplorare un territorio nuovo ricco di opportunità. Un ringraziamento alla Pro Loco di Ardesio per averci ospitato, alla prossima!

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