Il Bersaglio – Settore A

Il settore A, rispetto al settore soprastante presenta un’arrampicata molto più fisica, su roccia prettamente gialla, a gocce e leggermente strapiombante. Nella parte centrale del settore è comunque presente una serie di vie dove l’equilibro rimane la componente principale, per gli amanti della placca.

Missiva di Pietra 6a+ / 20m

Il Ruba Cuori 6a / 18m

Via molto divertente, con singolo atletico a metà lunghezza. La prima parte si inerpica su una serie di terrazzini abbastanza solidi ma su cui è comunque necessario prestare la massima attenzione. Arrivati sull’ultimo terrazzino, dove la verticalità prende il soppravvento, inizia l’unica difficoltà della via. Qui un tacca sul diedro di destra permette di rinviare abbastanza comodamente e proseguire poi con decisione fino a raggiungere la colata a gocce poco più in alto. Alzati i piedi si affrontano senza troppi problemi gli ultimi metri che ci separano dalla catena, su roccia gialla a tacche.

WhatsApp Image 2019-11-30 at 15.18.29 (1)
Umberto su Il Ruba Cuori – 6a

Canyamel 6a / 20m

Poetica 6c / 20m

Poetica è una via estremamente interessante, con singolo passaggio da studiare e lavorare. La prima parte è leggermente appoggiata e caratterizzata da una serie di lame orientate in vari modi. Arrivati alla sezione gialla, ci accolgono una serie di colate verticali, solidificate a squame, molto particolari. Da qui l’arrampicata continua su tacchette obbligate che o si tengono o non si sale. Qui il singolo è da capire e soprattutto tenere, senza andare troppo sulla destra per non uscire dalla via! La parte superiore non presenta sostanziali difficoltà.

WhatsApp Image 2019-11-30 at 15.18.26 (1)
Umberto su Poetica – 6c

L’uomo dietro la Porta 6b+ / 20m

Gioie e Motori 6b / 20m

Se dalla base la via vi sembra fisica avete ragione. La prima parte, come la maggior parte delle lunghezze di questo settore, offre un’arrampicata semplice e divertente. I primi problemi iniziano quando la roccia inizia a cambiare colore. La sezione gialla a gocce va affrontata con intelligenza perchè se si sbaglia approccio è dura rimediare. Inizialmente è consigliato stare sulla destra il più possibile per poi rientrare sulla sinistra subito sopra lo spit. Sulla sinistra partono ora due piccolo fessure verticali, la prima molto stretta mentre la seconda, più larga, permette di superare il muretto grigio successivo. Un terrazzino permette ora di riposare prima dell’ultimo passaggio fisico su tetto appena accennato. Qui il passaggio è abbastanza obbligato, si alzano bene i piedi fino a raggiungere, con la mano destra un comodo verticale, da accoppiare in seguito con la mano sinistra. Con passaggio atletico si raggiunge l’evidente lama soprastante ed in poco tempo si giunge in catena.

La Fricona 6a+ / 20m

Apparizioni 6a+ / 20m

Mini Cooper 6a+ / 20m

Presenze Oscure 6b+ / 20m

Topkapi 6b / 20m

Giacomela 6a+ / 20m

Diversamente dalle altre vie della parete, questa linea offre un’arrampicata meno fisica e più di equilibrio su spettacolare placca, soprattutto nella parte superiore. I primi metri, seppur non semplicissimi, sono pura formalità per raggiungere la base del muretto grigio compattissimo. Affrontare verticalmente questa sezione è impensabile vista la completa mancanza di appigli. Sulla sinistra è invece presente una serie di piccole tasche taglienti per le mani di supporto mentre i piedi iniziano ad affrontare i primi problemi di aderenza. In alto scorre orizzontalmente una fessura comoda abbastanza per rinviare e alzarsi rapidamente sul prossimo terrazzino. La prossima sezione è una copia della precedente: fessurine e aderenza fino alla catena.

WhatsApp Image 2019-11-30 at 15.18.25 (1)
Umberto su Giacomela – 6a+

Mera Perti 6b / 20m

Deggiavù 6a+ / 20m

Caos a Bankok 6c / 20m

Cei Cei 6c+ / 25m

La stanza del desiderio 6a+ / 20m

Matilde Eleven 6c / 20m

L’erba del Vicino 7a / 20m

Guardando la linea dal basso non ci vuole molto a capire dove sarà il crux della via. Subito sopra una placca gialla è infatti presente un tratto grigio, compatto ma poco appigliato dove a farla dapadrone sono 5-6 passi boulderosi dove i movimenti sono pressochè obbligati e la forza nelle dita è fondamentale. Il primo tratto della via sale un compatto muretto grigio con fessura verticale sulla destra, senza troppe difficoltà. Superato il muretto, un piccolo terrazzino introduce una bellissima placca gialla estremamente compatta che si affronta inizialmente seguendo la verticale della linea ed in seguito, subito sotto lo spit posto al centro della placca, ci si sposta a seinistra nell’evidente fessura, per poi rientrare, dopo qualche movimento, sulla destra, su comoda tasca rovescia da dove è possibile rinviare e riposare comodamente. Ora sono problemi. In alto sulla verticale è evidente un piccolo svaso, fottutamente stondato, che accoglie al massimo due dita. Tenendo il rovescio con la sinistra, ed alzando in maniera intelligente, dapprima il piede destro e in seguito quello sinistro sul piccolo terrazzino a sinistra, si raggiunge il bidito con la mano destra. Qui la forza nelle dita è essenziale, ma ancora più essenziale è la posizione dei piedi e del corpo che devono trovare il loro equilibrio. Il bidito, infatti, è veramente difficile da tenere per alzarsi ulteriormente, ma è fondamentale per rimanere attaccati alla parete mentre lentamente la mano sinistra si stacca dal rovescio e va a cercare, in alto a sinistra, una crepetta verticale molto tagliente, che permette di rinviare ma non di stare a lungo. Il passaggio successivo è altrettanto duro e soddisfacente. Qui l’obiettivo è raggiungere inizialmente un piccolo ed evidente rovescio in cui solo mezza falange riesce a farsi spazio, ed in seguito una comoda tasca soprastante. Per fare ciò, tenendo la crepa tagliente con la sinistra, si raggiunge con la mano destra una serie di gocce abbastanza scomode, si alza il piede sinistro molto in alto e si scarica tutto il peso su di esso, lasciando ondeggiare il destro. A questo punto si stacca la mano destra dalla roccia e, prima di sbandierare, si infilano le falangi nel rovescio soprastante, si riporta il piede destro sulla roccia e si spinge per raggiungere il comodo svaso soprastante. Qui le difficoltà terminano e la parte finale della via serve solo per realizzare a pieno quanto è stata figa la sezione precedente.

WhatsApp Image 2019-11-30 at 15.27.19
Simone su L’erba del Vicino – 7a

Benazir 6b / 20m

Top Gam 5c / 20m

Ottima via di riscaldamento che segue due fessure verticali. La prima, larga e facile, si segue per i primi 6 metri fino a quando, sulla destra, inizia la seconda, di dimensioni più ridotte ma pur sempre ben appigliata.

WhatsApp Image 2019-11-30 at 15.18.30
Umberto su Top Gam – 5c

Santany 6a / 18m

Mica Male 6a / 18m

Piste dei Dinosauri – Settore B

Il settore B presenta un’arrampicata tecnica e di equilibrio su splendide, e allo stesso tempo taglienti, gocce per le prime vie della parete, mentre nella parte destra prevale un’arrampicata più strapiombante su gocce e canne.

Star Trek 6c / 20m

Broccoletti 6b+ / 18m

Via sostanzialmente di resistenza, tirata dalla prima all’ultima presa. Fin dalla partenza si capisce che non sarà per nulla tranquilla e dopo il primo spit giungiamo alla prima asperità. Qui inizia una sezione con passi su microtacche che, vuoi per la temperatura molto rigida di oggi, vuoi l’abrasività intrinseca della roccia che caratterizza l’intera parete, ti fa subito ululare i polpastrelli. volendo, stando 1 metro verso destra, si riesce a superare un po’ più agevolmente la difficoltà, su una roccia grigia e con passaggi meno ostici. La linea si snoda da qui in avanti senza veri e propri riposi, tra tacche ed elementi di aderenza fino a riuscire finalmente a respirare giusto prima dell’ultimo passaggio in catena. L’ultimo passaggio è un po’ boulderoso. Tenendo con entrambe le mani due bidita ci si alza bene con i piedi fino a giungere ad un rovescio centrale. Qui con fare deciso, e con un leggero ma dovuto slacio, ci si proietta infine in catena.

 

Lo Scultore 7b / 20m

Al Settimo Gelo 6a / 14m

Via corta ma molto divertente con due difficoltà principali: una alla partenza ed una in uscita, intervallate da un comodo rest. La difficoltà in partenza è rappresentata da un traverso verso sinistra su piccole goccie, ma buone abbastanza per tenersi il più possibile a contatto con la parete e spostare bene il corpo mantenendolo in equilibrio.
Una volta superata la piccola pancia ci si riposa prima che la via riprenda la sua verticalità originaria. Qui divertenti buchetti rovesci consentono di alzare bene i piedi e raggiungere in alto due brufoli tondeggianti da tenere per giungere sul terazzino sopra il quale è posta la catena.

img-20190120-wa0022
Al settimo gelo – 6a

Raggi di Sole 6a / 14m

Come per tutti i 6a della parete la partenza presenta movimenti molto belli e delicati da fare in equilibrio su tacche molto taglienti. Anche qui la difficoltà maggiore risiede nei primi metri. Nella parte alta la linea perde la sua verticalità originaria e sgrada fino alla catena. L’unica difficoltà è data dal terrazzino che precede la catena da sormontare con movimento deciso su tacche comunque ben scavate.

L’Ora del Garda 6a / 14m

Crocus 6a / 14m

Sullo stesso stampo delle precedenti, la difficoltà maggiore la troviamo nei primi metri della lunghezza con una piccola differenza. Se bene o male nei tre 6a precedenti c’era l’imbarazzo dela scelta sulle goccie da tenere, qui il passaggio è un po’ più obbligato ed è rappresentato da un traverso da destra a sinistra per risalire il terrazzino. Qui ci attendono cinque metri di facile arrampicata appoggiata, questa volta in obliquo verso destra. Per rimontare, infine, il terrazzino posto sotto la catena, c’è una comoda fessura verticale per la mano destra.

Cuore di Mestruo 8c / 20m

Drakar ? / 20m

Wind of Change 8b / 20m

Vento di Tramontana 8b+ / 20m

La Prima di Tutte 6a+ / 14m

Bonsai 6c / 18m

Via molto bella e allo stesso tempo assai delicata nei passaggi decisivi. La partenza, fin sotto il piccolo strapiombo, non presenta troppe difficoltà, un giusto riscaldamento. La parte centrale della via è in leggero strapiombo e qui inizia a definirsi il grado. Per il prosieguo si possono individuare facilmente quattro/cinque taschine su cui fare affidamento, nessuna veramente comoda. La difficoltà maggiore sta nel decidere quale di esse sia la migliore da tenere per alzarsi sopra il piccolo terrazzino dove ad attenderci c’è poco nulla. Questo è il passo chiave della via, di non facile lettura: sulla destra c’è una poco marcata fessura in cui alloggiano non più di 3 dita che si usa, spingendo con i piedi in contrasto sulla parete opposta, per portare, in leggero allungamento, la mano sinistra a raggiungere uno scomodo bidito posto sopra il rinvio. Da qui, senza tergiversare troppo, si rilancia la mano sinistra sulla tacca soprastante leggermente più comoda (questa volta in completo allungamento) e si alzano finalmente i piedi. Accoppiando la mano destra si presenta ora sulla sinistra, un po’ più in alto, un grande e comodo buco che sancisce la fine delle ostilità. Finalmente un po’ di riposo. La via continua più facile su tacche fino in catena.

sdr
Bonsai – 6c

Piccolo Diavolo 7a+ / 20m

Moscolin 7b+ / 32m

Gatto Silvestro 7a / 16m

Iris 7a+ / 32m

Parente Mic 7b / 28m

La via del Bepi ? / 30m

Il Dilemma ? / 30m

Piste dei Dinosauri – Settore C

Il settore C presenta una tipologia di arrampicata meno strapiombante e più in placca rispetto ai precedenti. E’ il più soleggiato di tutta la falesia e si arrampica anche nei periodi invernali senza patire troppo il freddo, a patto che ci sia un po’ di sole. Il blocco staccato sulla sinistra offre un’arrampicata di tipo plaisir dove la dificoltà più grande è superare il piccolo tetto che sta alla base delle vie. La parte destra del settore, invece, si sviluppa su grandiose placconate poco appigliate e leggermente strapiombanti con gradi abbastanza proibitivi.

Facile per Piera 6a+ / 16m

Cric 6a+ / 16m

Croc 5c / 16m

La Poiana 4c / 16m

La via più facile di tutta la falesia, un ottimo modo per prendere confidenza con la roccia presente. La via segue la logica linea definita dalla crepa gialla che taglia la parete verticalmente, da affrontare climber sulla sinistra e spit sulla destra della fessura. La parte iniziale non presenta grandi difficoltà e si sale agevolmente fino che la parete non acquista una certa verticalità. Qui è importante tenere i piedi belli alti per giungere con le mani alle prese migliori e superare il terrazzino sopra il quale è posta la catena.

cof
La fessura sulla quale sale La Poiana, 4c.

Il Ghiro ? / 18m

Amici Miei 7c / 18m

Firoi di Zucca 7b / 18m

Il volo di Alba 6b+ / 20m

Linea particolarmente ostica per via della sua continuità. I primi 5 metri, sprotetti seppur facili, superano una serie di roccette che fungono da preambolo per la via. I successivi metri sono leggermente strapiombanti su piccole prese sempre taglienti e di conseguenza poco confortevoli. Si inizia con una fessura obliqua da navigare da sinistra a destra fino ad alzarsi abbastanza per giungere lo scomodo rovescio in alto per la mano destra. Un’adeguata postura corporea aiuta non poco a limitare gli sforzi per la spallata sucessiva. Subito sopra il rovescio c’è un bidito con il giusto spazio per 2 dita della mano sinistra. La mano destra va a quindi a cercare quel poco che offre la roccia giusto per mantenersi col corpo attaccato a parete, mentre la sinistra completa la serie di movimenti alla fessura soprastante. Dopo la rinviata ed il dovuto, seppur breve, riposo, si riparte stando abbastanza bassi, si traversa leggermente verso destra e si rimonta verticalmente, in delicato equilibrio, la pancia. Da qui la via continua severa in placca fino alla catena senza mai sgradare nè consentire alcun riposo. I movimenti sono sempre di equilibrio su piccole tacche ed è difficile riuscire a mettere bene i piedi per via dei numerosi cambi di pendenza. Gli ultimi metri per giungere alla catena, seppur facili, presentano roccia instabile e un po’ di vegetazione: prestare massima attenzione soprattutto a chi fa sicura.

Nonna Ida 6a+ / 20m

A parte il primo tratto che richiede una certa atleticità nel rimontare il tettino iniziale, la via si sviluppa principalmente su placca magnifica, solida e compatta. Si parte su roccette facili ma diversamente stabili fin sotto il tetto dove la qualità della roccia migliora sensibilemente. Qui una pronunciata fessura ci guida verso il comodo svaso successivo, da tenere decisi per alzarsi bene con i piedi e sormontare l’asperità. La placca si palesa ora in tutto il suo splendore. Delicato è propio il primo movimento per rimettersi in “asse” con la linea degli spit, in aderenza su tacchette appena pronunciate. La via prosegue un pò più facile per qualche metro fino a sgradare completamente nel finale attraverso una serie di comodi, ma sporchi, terrazzini.

cof
Nonna Ida, 6a+. Particolare del tetto in partenza.

Vecio Beco 6a+ / 18m

Bay Blade 5c+ / 18m

Cola Grant – Settore Sinistro

Il settore sinistro, a differenza di quello destro, presenta una roccia molto più solida, sicura e compatta, un inaspettata sorpresa. Qui l’arrampicata si svolge su parete leggermente strapiombante arricchita da qualche canna soprattutto nella parte più alta. Lo stile di arrampicata è per lo più tecnico e boulderoso che, unito alla lunghezza dei tiri, rende la scalata particolarmente faticosa ed impegnativa.

Anime Salve 7b / 20m

Panoramix 7a+ / 21m

Anda Pedro 7a+ / 21m

Il Re Scorpione 7c+ / 22m

Stop Racism 7c+ / 21m

Black Metal 8a+ / 23m

Linea Linéa ? / 24m

Sempre Miz 6c+ / 20m

Via di assoluta continuità per buona parte della sua lunghezza, con spostamenti, a volte, molto tecnici. La partenza rimonta un semplice ed ampio terrazzino per poi proseguire senza netti riposi fino alla catena. Da qui si riparte in verticale con leggero traverso verso sinistra per raggiungere la grande fessura svasata prima con una e poi con l’altra mano. Ci si alza bene con i piedi e ci si riaccentra con un passaggio delicato in aderenza su microtacche: la scomoda fessura che corre in diagonale verso destra anticipa la prossima asperità. Nascosta sulla sinistra, quasi a mimitizzarsi con il resto della parete, c’è una comoda tacca da tenere per alzare i piedi il più in alto possibile al fine di raggingere il buco in alto a destra, al limite dell’apertura alare di un umano medio. Rovesciando la mano sinistra e proseguendo sulla verticale si raggiunge una comoda presa con la mano destra da tenere per rimontare la pancia che sancisce la fine delle difficoltà. Per quest’ultimo passaggio è necessario studiare bene la posizione dei piedi prima di alzarsi troppo, in quanto la pancia rocciosa ostruisce la visuale. La catena è posta poco più in alto, dopo una serie di piccoli terrazzini.

sdr
Sempre Miz – 6c+

Wet Like Pussy 7b+ / 25m

Hammerhead 7a / 20m

Hammerhead Plus 7b+ / 25m

Made in Japan 7a+ / 20m

Made in Japan Plus ? / 25m

Moonshiner 6b / 21m

Bella linea che corre all’estrema destra della parete su pilastrino nero placcoso e leggermente appoggiato. Cambia faccia nella parte superiore dove si ricollega alla parete principale. Il grado alla via lo danno, infatti, gli ultimi 5 metri dove si affronta dapprima un piccolo, seppur molto fisico, tetto, ed in seguito la delicata uscita leggermente sporca e poco appigliata, che rende difficoltosa la rinviata “pulita” in catena.

sdr
Moonshiner – 6b

Cola Grant – Settore Destro

Il settore destro presenta roccia particolarmente precaria, molto pericolosa a tratti, soprattutto quando la corda, nella discesa, “sfrega” sugli instabili massi soprastanti. La chiodatura di questa fascia rocciosa è stata una scommessa alquanto audace, ed ancora più audaci sono coloro che decidono di avventurarsi (almeno per quanto riguarda i gradi medio-bassi). Le vie centrali sembrano invece essere ben ripulite, ma ospitano tiri alquanto proibitivi.

Konig M. 6a / 21m

Un enorme pianta di fichi alla base ne sancisce la partenza. Il tratto più impegnativo sono i primi metri di boulder per uscire sul terrazzino soprastante. Da qui parte un bellissimo diedro in stile alpinistico, con mani in fessura, che prosegue per una ventina di metri fino alla catena. Ad interrompere la continuità della progressione è presente un’altra, abbastanza fastidiosa, pianta di fichi, nella quale è necessario entrarci completamente per superarla. Alla fine dei conti la via merita, nonostante il continuo senso di instabilità dato dalla roccia non ottima.

IMG-20180826-WA0074

Konig M. Plus 7a+ / 26m

Besenello sempre in festa 7a / 21m

Besenello sempre in festa Plus 8a / 27m

Globe Runner 8a+ / 27m

12 Settembre 8a / 27m

Il sorpasso 8a+ / 28m

La prosperosa 8a+ / 32m

Animale Tropicale 8a+ / 32m

BR1 8b / 32m

La Fiesta dell’Acaro 8a+ / 32m

N.N. ? / 33m

Andrea 6a / 24m

La via non offre particolari difficoltà, se non nei primi metri quando è più verticale. Prosegue poi in un lungo camino da affrontare sull’appoggiata parete di destra. Solo negli ultimi metri ristabilisce la verticalità, quando si cambia versante e si arriva in catena. La catena è su cordone e ghiera vecchi, controllate bene lo stato prima di calarsi.

IMG-20180826-WA0069

Andrea Plus 7b / 30m

E i sgombri 6b / 25m

Votantonio la trippa 6b+ / 25m

Grandi Grosi e Balosi 6c / 27m

Fantozzi Life 7c+ / 28m

Operai 7b+ / 27m

Chiodo schiaccia chiodo 7b / 26m

Oro bel moro 7a / 26m

We love Tanaceto 6a+ / 20m