Il Bersaglio – Settore A

Il settore A, rispetto al settore soprastante presenta un’arrampicata molto più fisica, su roccia prettamente gialla, a gocce e leggermente strapiombante. Nella parte centrale del settore è comunque presente una serie di vie dove l’equilibro rimane la componente principale, per gli amanti della placca.

Missiva di Pietra 6a+ / 20m

Il Ruba Cuori 6a / 18m

Via molto divertente, con singolo atletico a metà lunghezza. La prima parte si inerpica su una serie di terrazzini abbastanza solidi ma su cui è comunque necessario prestare la massima attenzione. Arrivati sull’ultimo terrazzino, dove la verticalità prende il soppravvento, inizia l’unica difficoltà della via. Qui un tacca sul diedro di destra permette di rinviare abbastanza comodamente e proseguire poi con decisione fino a raggiungere la colata a gocce poco più in alto. Alzati i piedi si affrontano senza troppi problemi gli ultimi metri che ci separano dalla catena, su roccia gialla a tacche.

WhatsApp Image 2019-11-30 at 15.18.29 (1)
Umberto su Il Ruba Cuori – 6a

Canyamel 6a / 20m

Poetica 6c / 20m

Poetica è una via estremamente interessante, con singolo passaggio da studiare e lavorare. La prima parte è leggermente appoggiata e caratterizzata da una serie di lame orientate in vari modi. Arrivati alla sezione gialla, ci accolgono una serie di colate verticali, solidificate a squame, molto particolari. Da qui l’arrampicata continua su tacchette obbligate che o si tengono o non si sale. Qui il singolo è da capire e soprattutto tenere, senza andare troppo sulla destra per non uscire dalla via! La parte superiore non presenta sostanziali difficoltà.

WhatsApp Image 2019-11-30 at 15.18.26 (1)
Umberto su Poetica – 6c

L’uomo dietro la Porta 6b+ / 20m

Gioie e Motori 6b / 20m

Se dalla base la via vi sembra fisica avete ragione. La prima parte, come la maggior parte delle lunghezze di questo settore, offre un’arrampicata semplice e divertente. I primi problemi iniziano quando la roccia inizia a cambiare colore. La sezione gialla a gocce va affrontata con intelligenza perchè se si sbaglia approccio è dura rimediare. Inizialmente è consigliato stare sulla destra il più possibile per poi rientrare sulla sinistra subito sopra lo spit. Sulla sinistra partono ora due piccolo fessure verticali, la prima molto stretta mentre la seconda, più larga, permette di superare il muretto grigio successivo. Un terrazzino permette ora di riposare prima dell’ultimo passaggio fisico su tetto appena accennato. Qui il passaggio è abbastanza obbligato, si alzano bene i piedi fino a raggiungere, con la mano destra un comodo verticale, da accoppiare in seguito con la mano sinistra. Con passaggio atletico si raggiunge l’evidente lama soprastante ed in poco tempo si giunge in catena.

La Fricona 6a+ / 20m

Apparizioni 6a+ / 20m

Mini Cooper 6a+ / 20m

Presenze Oscure 6b+ / 20m

Topkapi 6b / 20m

Giacomela 6a+ / 20m

Diversamente dalle altre vie della parete, questa linea offre un’arrampicata meno fisica e più di equilibrio su spettacolare placca, soprattutto nella parte superiore. I primi metri, seppur non semplicissimi, sono pura formalità per raggiungere la base del muretto grigio compattissimo. Affrontare verticalmente questa sezione è impensabile vista la completa mancanza di appigli. Sulla sinistra è invece presente una serie di piccole tasche taglienti per le mani di supporto mentre i piedi iniziano ad affrontare i primi problemi di aderenza. In alto scorre orizzontalmente una fessura comoda abbastanza per rinviare e alzarsi rapidamente sul prossimo terrazzino. La prossima sezione è una copia della precedente: fessurine e aderenza fino alla catena.

WhatsApp Image 2019-11-30 at 15.18.25 (1)
Umberto su Giacomela – 6a+

Mera Perti 6b / 20m

Deggiavù 6a+ / 20m

Caos a Bankok 6c / 20m

Cei Cei 6c+ / 25m

La stanza del desiderio 6a+ / 20m

Matilde Eleven 6c / 20m

L’erba del Vicino 7a / 20m

Guardando la linea dal basso non ci vuole molto a capire dove sarà il crux della via. Subito sopra una placca gialla è infatti presente un tratto grigio, compatto ma poco appigliato dove a farla dapadrone sono 5-6 passi boulderosi dove i movimenti sono pressochè obbligati e la forza nelle dita è fondamentale. Il primo tratto della via sale un compatto muretto grigio con fessura verticale sulla destra, senza troppe difficoltà. Superato il muretto, un piccolo terrazzino introduce una bellissima placca gialla estremamente compatta che si affronta inizialmente seguendo la verticale della linea ed in seguito, subito sotto lo spit posto al centro della placca, ci si sposta a seinistra nell’evidente fessura, per poi rientrare, dopo qualche movimento, sulla destra, su comoda tasca rovescia da dove è possibile rinviare e riposare comodamente. Ora sono problemi. In alto sulla verticale è evidente un piccolo svaso, fottutamente stondato, che accoglie al massimo due dita. Tenendo il rovescio con la sinistra, ed alzando in maniera intelligente, dapprima il piede destro e in seguito quello sinistro sul piccolo terrazzino a sinistra, si raggiunge il bidito con la mano destra. Qui la forza nelle dita è essenziale, ma ancora più essenziale è la posizione dei piedi e del corpo che devono trovare il loro equilibrio. Il bidito, infatti, è veramente difficile da tenere per alzarsi ulteriormente, ma è fondamentale per rimanere attaccati alla parete mentre lentamente la mano sinistra si stacca dal rovescio e va a cercare, in alto a sinistra, una crepetta verticale molto tagliente, che permette di rinviare ma non di stare a lungo. Il passaggio successivo è altrettanto duro e soddisfacente. Qui l’obiettivo è raggiungere inizialmente un piccolo ed evidente rovescio in cui solo mezza falange riesce a farsi spazio, ed in seguito una comoda tasca soprastante. Per fare ciò, tenendo la crepa tagliente con la sinistra, si raggiunge con la mano destra una serie di gocce abbastanza scomode, si alza il piede sinistro molto in alto e si scarica tutto il peso su di esso, lasciando ondeggiare il destro. A questo punto si stacca la mano destra dalla roccia e, prima di sbandierare, si infilano le falangi nel rovescio soprastante, si riporta il piede destro sulla roccia e si spinge per raggiungere il comodo svaso soprastante. Qui le difficoltà terminano e la parte finale della via serve solo per realizzare a pieno quanto è stata figa la sezione precedente.

WhatsApp Image 2019-11-30 at 15.27.19
Simone su L’erba del Vicino – 7a

Benazir 6b / 20m

Top Gam 5c / 20m

Ottima via di riscaldamento che segue due fessure verticali. La prima, larga e facile, si segue per i primi 6 metri fino a quando, sulla destra, inizia la seconda, di dimensioni più ridotte ma pur sempre ben appigliata.

WhatsApp Image 2019-11-30 at 15.18.30
Umberto su Top Gam – 5c

Santany 6a / 18m

Mica Male 6a / 18m

Il Bersaglio – Settore B

Il settore B è caratterizzato da calcare estremamente compatto e poco battuto. L’arrampicata varia sensibilmete da via a via, passando dall’equilibrio della placca, alla continuità del limestone lavorato a gocce. I tiri strapiombanti sono rari e prevale, in generale, la verticalità. Il panorama che si gode durante l’ascesa spazia dall’alta valle del sarca alle basse giudicarie con, ad ovest, le catene del Brenta e dell’Adamello, alle spalle il monte Casale e, verso est, il Piccolo Dain che sovrasta il paese di Sarche.

Enclave 7a+ / 15m

Senza Nome ? / 16m

Senza Nome ? / 17m

Daghe Dentro 7a+ / 18m

Bacia Micia 6c+ / 16m

Linea elegante e pulita, con singolo di non immediata comprensione in mezzo alla via, che si articola su roccia estremamente compatta e varia. La prima parte segue un muretto giallo, ben appigliato, caratterizzato da gocce. Si sale agevolmente su solide, sebbene piccole, tacche fino a raggiungere il rovescio di sinistra dove la roccia cambia colore e l’arrampicata diviene più delicata. Spostandosi sulla destra della verticale si giunge alla rinviata successiva dove inizia il crux della via: la sequenza di movimenti non è per niente banale e va ricercata. Restando sulla destra ci si alza quanto basta per arrivare ad un comodo rovescio da accoppiare con entrambe le mani. Rimanendo saldo con la mano sinistra, porto la mano destra sull’orecchia nera, rempre rovescia, appena sopra, alzo i piedi e ruoto il corpo completamente verso destra alla ricerca dell’equilibrio giusto per liberare la mano sinistra in tensione ed allungarla verso l’alto in direzione di una piccola e scomoda tacchetta segnata. Quest’ultima serve solo come appoggio intermedio per giungere ad una presa decisamente più comoda poco più un alto a sinistra, da dove è finalmente possibile rinviare. Qui non è possibile riposare più tanto ma alzando bene i piedi si giunge, in allungo, ad una più comoda fessura orizzontale dove scaricare la tensione accumulata. Gli ultimi metri per arrivare alla catena sono pura formalità.

IMG-20191110-WA0105
Simone su “Bacia Micia”, 6c+

13 Papi 6a+ / 20m

Er Pierde 6a+ / 21m

Senza Nome ? / 19m

Memory 6a / 17m

La Costola 5c / 17m

Cheliabinsk 5c / 17m

La Zeta di Ranzo 6a+ / 20m

Via discontinua, semplice per quanto riguarda la prima parte con duro singolo su placca in uscita alla catena. L’arrampicata si svolge agevole lungo la fessura che caratterizza il primo tratto, fino all’evidente placca che fa da padrona nella parte superiore. Qui sono due i passaggi delicati da affrontare. Il primo consiste nel trovare l’equilibrio giusto per portarsi con i piedi sul terrazzino dove inizia la placca vera e propria. Il secondo è il passaggio che, sostanzialmente, dà il grado a tutta la via. Ci sono diversi modi per interpretarlo. Uno di questi è prendere la lama verticale in centro alla parete con la mano destra, alzare il piede sinistro alto a sinistra, su marcato buchetto, e caricare il peso per allungarsi lentamente fino alla base della crepa verticale a lato della catena. Un’alternativa è invece quella di prendere la lama con la mano sinistra ed allungarsi, questa volta verso destra, dove un bidito aiuta a riequilibrare il corpo e a riposizionare bene i piedi prima di spostarsi nuovamente sulla crepa di sinistra. Ad ognuno il suo stile.

WhatsApp Image 2019-11-10 at 18.49.18 (2)
Fabio sul passo chiave di “La Zeta di Ranzo”, 6a+

Giorni Ardenti 5b / 20m

Bella via, lineare e continua nel grado ma intervallata da comodi riposi. In generale non compicata, di facile lettura e ben protetta. Perfetta per riscaldarsi prima prima di passare ad affrontare le altre salite del settore.

La Pietra di Damocle 5c / 18m

Buona via di riscaldamento, con chiodatura ravvicinata. I primi cinque metri sono i più delicati e richiedono un buon bilanciamento del corpo. La linea segue una serie di terrazzini fino alla catena. Poco prima della stessa è presente un breve tratto in placca che, se affrontato sulla sinistra, potrebbe causare qualche problema di troppo.

WhatsApp Image 2019-11-10 at 18.51.54
Fabio su “La Pietra di Damocle”, 5c

Pericolante 6a / 20m

Via molto divertente, leggermente strapiombante ma sempre su buoni appigli. Il primo tratto è semplice, su calcare grigio e compatto. Le difficoltà iniziano verso la metà della via, quando la roccia inizia ad assumere il caratteristico colore giallo. Il passaggio chiave é proprio qui. Due tacchette sulla verticale consentono di alzare i piedi, sul terrazzino di sinistra, quanto basta per raggiungere la, non troppo comoda, presa posta un po’ più in alto. Qui si traversa elegantemente verso destra, dapprima con i piedi ad incrociare ed in seguito con la mano destra a ricercare una comoda fessura verticale. Rimanendo sulla destra della via ci si alza leggermente fino a raggiungere una tacca che consente di alzare i piedi e raggiungere, con la mano sinistra, il rovescio sotto il tettino prima della catena. Ci si sposta per l’ultima volta verso destra dove una comoda fessura permette di rinviare in catena.

Aniechinius 6b / 20m

Via estremamente interessante con singolo a metà parete su piccole tacchette. I primi metri, come quasi tutte le vie del settore, presentano un’arrampicata semplice, caratterizzata da terrazzini facilmente rimontabili. Non passa molto prima che la roccia cambia stile e le prime difficoltà si fanno sentire. Il passaggio chiave è un bellissimo traverso verso sinistra, su due tacche appena accennate che permettono di riposizionare rapidamente i piedi ed il corpo e di giungere, più in alto, ad una presa poco più comoda su marcato bombè. Da qui ci si risposta verso destra per seguire, per alcuni metri, una fessura che termina con un rovescio per la mano destra. Da qui l’arrampicata risulta più facile su buone tasche fino alla catena.

Ladri di Stelle 5c / 20m

Via semplice e senza troppe pretese, su muro grigio e compatto, intervallato da una serie di terrazzini e fessure verticali. Unico passaggio delicato verso l’uscita della via, dove una placca liscia richiede un certo grado di confidenza per alzarsi bene e raggiungere la comoda presa soprastante.

WhatsApp Image 2019-11-10 at 18.52.52
Martina su “Ladri di Stelle”, 5c

La Cava 5b+ / 20m

Piste dei Dinosauri – Settore B

Il settore B presenta un’arrampicata tecnica e di equilibrio su splendide, e allo stesso tempo taglienti, gocce per le prime vie della parete, mentre nella parte destra prevale un’arrampicata più strapiombante su gocce e canne.

Star Trek 6c / 20m

Broccoletti 6b+ / 18m

Via sostanzialmente di resistenza, tirata dalla prima all’ultima presa. Fin dalla partenza si capisce che non sarà per nulla tranquilla e dopo il primo spit giungiamo alla prima asperità. Qui inizia una sezione con passi su microtacche che, vuoi per la temperatura molto rigida di oggi, vuoi l’abrasività intrinseca della roccia che caratterizza l’intera parete, ti fa subito ululare i polpastrelli. volendo, stando 1 metro verso destra, si riesce a superare un po’ più agevolmente la difficoltà, su una roccia grigia e con passaggi meno ostici. La linea si snoda da qui in avanti senza veri e propri riposi, tra tacche ed elementi di aderenza fino a riuscire finalmente a respirare giusto prima dell’ultimo passaggio in catena. L’ultimo passaggio è un po’ boulderoso. Tenendo con entrambe le mani due bidita ci si alza bene con i piedi fino a giungere ad un rovescio centrale. Qui con fare deciso, e con un leggero ma dovuto slacio, ci si proietta infine in catena.

 

Lo Scultore 7b / 20m

Al Settimo Gelo 6a / 14m

Via corta ma molto divertente con due difficoltà principali: una alla partenza ed una in uscita, intervallate da un comodo rest. La difficoltà in partenza è rappresentata da un traverso verso sinistra su piccole goccie, ma buone abbastanza per tenersi il più possibile a contatto con la parete e spostare bene il corpo mantenendolo in equilibrio.
Una volta superata la piccola pancia ci si riposa prima che la via riprenda la sua verticalità originaria. Qui divertenti buchetti rovesci consentono di alzare bene i piedi e raggiungere in alto due brufoli tondeggianti da tenere per giungere sul terazzino sopra il quale è posta la catena.

img-20190120-wa0022
Al settimo gelo – 6a

Raggi di Sole 6a / 14m

Come per tutti i 6a della parete la partenza presenta movimenti molto belli e delicati da fare in equilibrio su tacche molto taglienti. Anche qui la difficoltà maggiore risiede nei primi metri. Nella parte alta la linea perde la sua verticalità originaria e sgrada fino alla catena. L’unica difficoltà è data dal terrazzino che precede la catena da sormontare con movimento deciso su tacche comunque ben scavate.

L’Ora del Garda 6a / 14m

Crocus 6a / 14m

Sullo stesso stampo delle precedenti, la difficoltà maggiore la troviamo nei primi metri della lunghezza con una piccola differenza. Se bene o male nei tre 6a precedenti c’era l’imbarazzo dela scelta sulle goccie da tenere, qui il passaggio è un po’ più obbligato ed è rappresentato da un traverso da destra a sinistra per risalire il terrazzino. Qui ci attendono cinque metri di facile arrampicata appoggiata, questa volta in obliquo verso destra. Per rimontare, infine, il terrazzino posto sotto la catena, c’è una comoda fessura verticale per la mano destra.

Cuore di Mestruo 8c / 20m

Drakar ? / 20m

Wind of Change 8b / 20m

Vento di Tramontana 8b+ / 20m

La Prima di Tutte 6a+ / 14m

Bonsai 6c / 18m

Via molto bella e allo stesso tempo assai delicata nei passaggi decisivi. La partenza, fin sotto il piccolo strapiombo, non presenta troppe difficoltà, un giusto riscaldamento. La parte centrale della via è in leggero strapiombo e qui inizia a definirsi il grado. Per il prosieguo si possono individuare facilmente quattro/cinque taschine su cui fare affidamento, nessuna veramente comoda. La difficoltà maggiore sta nel decidere quale di esse sia la migliore da tenere per alzarsi sopra il piccolo terrazzino dove ad attenderci c’è poco nulla. Questo è il passo chiave della via, di non facile lettura: sulla destra c’è una poco marcata fessura in cui alloggiano non più di 3 dita che si usa, spingendo con i piedi in contrasto sulla parete opposta, per portare, in leggero allungamento, la mano sinistra a raggiungere uno scomodo bidito posto sopra il rinvio. Da qui, senza tergiversare troppo, si rilancia la mano sinistra sulla tacca soprastante leggermente più comoda (questa volta in completo allungamento) e si alzano finalmente i piedi. Accoppiando la mano destra si presenta ora sulla sinistra, un po’ più in alto, un grande e comodo buco che sancisce la fine delle ostilità. Finalmente un po’ di riposo. La via continua più facile su tacche fino in catena.

sdr
Bonsai – 6c

Piccolo Diavolo 7a+ / 20m

Moscolin 7b+ / 32m

Gatto Silvestro 7a / 16m

Iris 7a+ / 32m

Parente Mic 7b / 28m

La via del Bepi ? / 30m

Il Dilemma ? / 30m

Piste dei Dinosauri – Settore C

Il settore C presenta una tipologia di arrampicata meno strapiombante e più in placca rispetto ai precedenti. E’ il più soleggiato di tutta la falesia e si arrampica anche nei periodi invernali senza patire troppo il freddo, a patto che ci sia un po’ di sole. Il blocco staccato sulla sinistra offre un’arrampicata di tipo plaisir dove la dificoltà più grande è superare il piccolo tetto che sta alla base delle vie. La parte destra del settore, invece, si sviluppa su grandiose placconate poco appigliate e leggermente strapiombanti con gradi abbastanza proibitivi.

Facile per Piera 6a+ / 16m

Cric 6a+ / 16m

Croc 5c / 16m

La Poiana 4c / 16m

La via più facile di tutta la falesia, un ottimo modo per prendere confidenza con la roccia presente. La via segue la logica linea definita dalla crepa gialla che taglia la parete verticalmente, da affrontare climber sulla sinistra e spit sulla destra della fessura. La parte iniziale non presenta grandi difficoltà e si sale agevolmente fino che la parete non acquista una certa verticalità. Qui è importante tenere i piedi belli alti per giungere con le mani alle prese migliori e superare il terrazzino sopra il quale è posta la catena.

cof
La fessura sulla quale sale La Poiana, 4c.

Il Ghiro ? / 18m

Amici Miei 7c / 18m

Firoi di Zucca 7b / 18m

Il volo di Alba 6b+ / 20m

Linea particolarmente ostica per via della sua continuità. I primi 5 metri, sprotetti seppur facili, superano una serie di roccette che fungono da preambolo per la via. I successivi metri sono leggermente strapiombanti su piccole prese sempre taglienti e di conseguenza poco confortevoli. Si inizia con una fessura obliqua da navigare da sinistra a destra fino ad alzarsi abbastanza per giungere lo scomodo rovescio in alto per la mano destra. Un’adeguata postura corporea aiuta non poco a limitare gli sforzi per la spallata sucessiva. Subito sopra il rovescio c’è un bidito con il giusto spazio per 2 dita della mano sinistra. La mano destra va a quindi a cercare quel poco che offre la roccia giusto per mantenersi col corpo attaccato a parete, mentre la sinistra completa la serie di movimenti alla fessura soprastante. Dopo la rinviata ed il dovuto, seppur breve, riposo, si riparte stando abbastanza bassi, si traversa leggermente verso destra e si rimonta verticalmente, in delicato equilibrio, la pancia. Da qui la via continua severa in placca fino alla catena senza mai sgradare nè consentire alcun riposo. I movimenti sono sempre di equilibrio su piccole tacche ed è difficile riuscire a mettere bene i piedi per via dei numerosi cambi di pendenza. Gli ultimi metri per giungere alla catena, seppur facili, presentano roccia instabile e un po’ di vegetazione: prestare massima attenzione soprattutto a chi fa sicura.

Nonna Ida 6a+ / 20m

A parte il primo tratto che richiede una certa atleticità nel rimontare il tettino iniziale, la via si sviluppa principalmente su placca magnifica, solida e compatta. Si parte su roccette facili ma diversamente stabili fin sotto il tetto dove la qualità della roccia migliora sensibilemente. Qui una pronunciata fessura ci guida verso il comodo svaso successivo, da tenere decisi per alzarsi bene con i piedi e sormontare l’asperità. La placca si palesa ora in tutto il suo splendore. Delicato è propio il primo movimento per rimettersi in “asse” con la linea degli spit, in aderenza su tacchette appena pronunciate. La via prosegue un pò più facile per qualche metro fino a sgradare completamente nel finale attraverso una serie di comodi, ma sporchi, terrazzini.

cof
Nonna Ida, 6a+. Particolare del tetto in partenza.

Vecio Beco 6a+ / 18m

Bay Blade 5c+ / 18m

Cola Grant – Settore Sinistro

Il settore sinistro, a differenza di quello destro, presenta una roccia molto più solida, sicura e compatta, un inaspettata sorpresa. Qui l’arrampicata si svolge su parete leggermente strapiombante arricchita da qualche canna soprattutto nella parte più alta. Lo stile di arrampicata è per lo più tecnico e boulderoso che, unito alla lunghezza dei tiri, rende la scalata particolarmente faticosa ed impegnativa.

Anime Salve 7b / 20m

Panoramix 7a+ / 21m

Anda Pedro 7a+ / 21m

Il Re Scorpione 7c+ / 22m

Stop Racism 7c+ / 21m

Black Metal 8a+ / 23m

Linea Linéa ? / 24m

Sempre Miz 6c+ / 20m

Via di assoluta continuità per buona parte della sua lunghezza, con spostamenti, a volte, molto tecnici. La partenza rimonta un semplice ed ampio terrazzino per poi proseguire senza netti riposi fino alla catena. Da qui si riparte in verticale con leggero traverso verso sinistra per raggiungere la grande fessura svasata prima con una e poi con l’altra mano. Ci si alza bene con i piedi e ci si riaccentra con un passaggio delicato in aderenza su microtacche: la scomoda fessura che corre in diagonale verso destra anticipa la prossima asperità. Nascosta sulla sinistra, quasi a mimitizzarsi con il resto della parete, c’è una comoda tacca da tenere per alzare i piedi il più in alto possibile al fine di raggingere il buco in alto a destra, al limite dell’apertura alare di un umano medio. Rovesciando la mano sinistra e proseguendo sulla verticale si raggiunge una comoda presa con la mano destra da tenere per rimontare la pancia che sancisce la fine delle difficoltà. Per quest’ultimo passaggio è necessario studiare bene la posizione dei piedi prima di alzarsi troppo, in quanto la pancia rocciosa ostruisce la visuale. La catena è posta poco più in alto, dopo una serie di piccoli terrazzini.

sdr
Sempre Miz – 6c+

Wet Like Pussy 7b+ / 25m

Hammerhead 7a / 20m

Hammerhead Plus 7b+ / 25m

Made in Japan 7a+ / 20m

Made in Japan Plus ? / 25m

Moonshiner 6b / 21m

Bella linea che corre all’estrema destra della parete su pilastrino nero placcoso e leggermente appoggiato. Cambia faccia nella parte superiore dove si ricollega alla parete principale. Il grado alla via lo danno, infatti, gli ultimi 5 metri dove si affronta dapprima un piccolo, seppur molto fisico, tetto, ed in seguito la delicata uscita leggermente sporca e poco appigliata, che rende difficoltosa la rinviata “pulita” in catena.

sdr
Moonshiner – 6b

Cola Grant – Settore Destro

Il settore destro presenta roccia particolarmente precaria, molto pericolosa a tratti, soprattutto quando la corda, nella discesa, “sfrega” sugli instabili massi soprastanti. La chiodatura di questa fascia rocciosa è stata una scommessa alquanto audace, ed ancora più audaci sono coloro che decidono di avventurarsi (almeno per quanto riguarda i gradi medio-bassi). Le vie centrali sembrano invece essere ben ripulite, ma ospitano tiri alquanto proibitivi.

Konig M. 6a / 21m

Un enorme pianta di fichi alla base ne sancisce la partenza. Il tratto più impegnativo sono i primi metri di boulder per uscire sul terrazzino soprastante. Da qui parte un bellissimo diedro in stile alpinistico, con mani in fessura, che prosegue per una ventina di metri fino alla catena. Ad interrompere la continuità della progressione è presente un’altra, abbastanza fastidiosa, pianta di fichi, nella quale è necessario entrarci completamente per superarla. Alla fine dei conti la via merita, nonostante il continuo senso di instabilità dato dalla roccia non ottima.

IMG-20180826-WA0074

Konig M. Plus 7a+ / 26m

Besenello sempre in festa 7a / 21m

Besenello sempre in festa Plus 8a / 27m

Globe Runner 8a+ / 27m

12 Settembre 8a / 27m

Il sorpasso 8a+ / 28m

La prosperosa 8a+ / 32m

Animale Tropicale 8a+ / 32m

BR1 8b / 32m

La Fiesta dell’Acaro 8a+ / 32m

N.N. ? / 33m

Andrea 6a / 24m

La via non offre particolari difficoltà, se non nei primi metri quando è più verticale. Prosegue poi in un lungo camino da affrontare sull’appoggiata parete di destra. Solo negli ultimi metri ristabilisce la verticalità, quando si cambia versante e si arriva in catena. La catena è su cordone e ghiera vecchi, controllate bene lo stato prima di calarsi.

IMG-20180826-WA0069

Andrea Plus 7b / 30m

E i sgombri 6b / 25m

Votantonio la trippa 6b+ / 25m

Grandi Grosi e Balosi 6c / 27m

Fantozzi Life 7c+ / 28m

Operai 7b+ / 27m

Chiodo schiaccia chiodo 7b / 26m

Oro bel moro 7a / 26m

We love Tanaceto 6a+ / 20m

Al Prà – Settore Destro

Il settore alla destra orografica dell’Avisio offre un arrampicata su porfido prevalentemente scaglionato, che si sviluppa verticalmente per oltre 40 metri ed ospita vie sia in placca che in strapiombo sugli affascinanti tetti che tappezzano la parte sinistra della parete. Sono state ricavate, inoltre, 6/7 lunghezze esclusivamente trad, per gli amanti del genere.

cof
Il settore, visto dalla sponda opposta dell’Avisio.

Pedro tour 5b / 25m

Anda Pedro 7a / 28m

Buena Vista 6a / 25m

Social Club 6a+ / 25m

Spigolandia 6b / 25m

Spigolandia affronta il tetto principale su grandi e marcate prese e lastre. E’ una via imponente a guardarla dal sotto, ma che si rivela in realtà di non troppo difficile lettura ed esecuzione. I primi 15 metri si svolgono su placca molto ben fessurata e non presentano particolari problemi. Giunti alla base del tetto, lo si affronta con decisione rovesciando la mano destra sulla presa posta al bordo e la sinistra alta a bandiera, ad afferrare ciò che lo sguardo è incapace di cogliere per via dell’enorme ostacolo soprastante, una grossa presa posta a sinistra del rinvio. Da qui la via serpeggia tra i grandi massi incastonati, qualcuno leggermente instabile purtroppo, sempre contraria alla pura verticalità, ma comunque di piacevole ascensione senza troppi sforzi. L’ultimo tetto presenta l’ostacolo forse più rognoso di tutta la via. Va superato traversando e rimontando, delicatamente, il masso posto alla destra, in un valzer di precari equilibri. La catena è subito sopra. In fondo in fondo il tiro è un gigante buono, a volte le apparenze ingannano.

cof
L’imponente tetto centrale, sul cui spigolo passano, da sinistra a destra: Social Club (6a+), Spigolandia (6b), Svasvadron (?), I due tassi (7a).

Svasvadron ? / 28m

Diedro 5b / 15m

I due tassi 6a / 15m

I due tassi (2nd pitch) 7a / 14m

The wall 6a+ / 15m

Elbusfagrado 6a / 15m

Elbusfagrado (2nd pitch) 6c+ / 13m

Pic Indolor 6b+ / 20m

Pic Indolor (2nd pitch) 6a / 18m

Pic Indolor (2nd pitch – variante) 6b+ / 18m

Totem 6b / 20m

Totem si risolve totalmente nei primi 3/4 spit, atti a superare il tetto di inizio via, sopra del quale sgrada completamente per 20 metri, fino alla catena. La difficoltà principale consiste nel traversare il tetto completamente da destra a sinistra, dove è poi più facile rimontarlo. Sono 5 metri abbastanza fisici, ma allo stesso tempo molto ben appigliati che, uniti ad una leggera componente atletica, portano al superamento dell’asperità con soddisfazione. Una volta rinviato sopra il tetto, il consiglio è di togliere il rinvio sotto a sinistra nel caso venisse usato (non quello fisso), per evitare che la corda frizioni troppo e renda faticosa e difficoltosa la progressione.

cof
Totem (6b).

La Cros 5c / 17m

La Cros (2nd pitch) 6c / 10m

N.N. 5c / 17m

Ciao Darwin 6a / 17m

Spigolo 6a / 17m

Via delle terrazze 6a / 25m

Via delle terrazze (2nd pitch) 6b / 15m

Plake Danze 6c / 40m

Blob 6b / 17m

Blob (2nd pitch) 6b / 13m

Naryka 6a / 17m

Naryka (2nd pitch) 7a+ / 13m

Instabilmentestabile 6b / 35m

Nido dell’anatra 6a+ / 32m

Teleferica 6a / 34m

Al Prà – Settore Sinistro

Il settore alla sinistra orografica dell’Avisio presenta un arrampicata prevalentemente su porfido liscio e molto stondato, che segue le crepe della roccia. Non mancano, sui gradi più duri, vie di “dita” su microtacche e con inclinazione leggermente strapiomante. Le vie, un pò anche per la tipologia di roccia, sono abbastanza severe ed i gradi non troppo generosi.

Baby 4 / 3m

Baby 4 / 4m

Vac 5a / 6m

Stadel 6b / 8m

Se questo è un 6b… La partenza di Stadel è tutt’altro che banale, da qualunque angolazione la guardi ti chiedi come è possibile arrivare al primo spit, soprattutto se sei corto. Il modo migliore sembra essere quello di iniziare già alti sul terrazzino di sinistra, rovesciare la presa sullo spigolo a destra e “balzare”, quasi letteramente, con il piede destro fino alla marcata rientranza. Da qui si riesce, in maniera quasi statica, a raggiungere, sempre con la mano destra, la presa a destra del rinvio. Rinviare è comunque tutt’altro che comodo.

“Mettere un sasso sotto al piede sinistro alla partenza non vale”

cof
Stadel, facile 6b… (c’è chi dice che è un 6a!)

Poze 6a / 8m

Lagabrun 5c / 10m

Il passo chiave della via sta nel superare i primi 5 metri, su diedro bastardo con prese liscie e molto svasate. Per non ritrovarsi a fare un faticoso lavoro di braccia per rimanere attaccati, a ventosa, alla roccia, è necessario svolgere un grande lavoro di equilibrio ponderando bene tutti i movimenti. La parte superiore della via non presenta particolari difficoltà. Si tiene la lama con entrambe le mani e si alza bene il piede destro sul terrazzino. Un pò delicata è l’uscita, dove si rimonta senza grandi crepe ne appigli.

sdr
Lagabrun (5c), a sinistra e Mezon (6a), a destra.

Mezon 6a / 10m

Come la sua gemella Lagabrun, anche Mezon offre il passo chiave alla partenza. Qui si gioca di rovescio con la mano sinistra nell’enorme svaso al centro della roccia ed equilibrandosi con il piede destro alto lo si carica di peso, in maniera decisa, fino a raggiungere la diagonale della piramide. Da qui la via prosegue come la precedente.

Pian Magior 6c / 12m

La parte sottostante della via è meno fisica di quanto si potrebbe immaginare, segue obliquamente la lama da destra a sinistra sempre su comodi appigli. Una volta rimontati sul blocco, si segue un’altra lama verticale per poi lasciarla alla propria destra fino a raggiungere la fessura svasa che taglia la parte alta della via in orizzontale. Da qui un breve e liscio traverso verso destra porta al passo chiave della via. Qui ci vuole molta decisione e grip sulla roccia. Dapprima ci si sposta centralmente con il corpo e soprattutto con il piede sinistro, il piede destro lo si alza generosamente sulla parete di destra sullo svaso leggermente unto. Si rovescia il bi-tridito della mano destra con pollicione a spingere violentemente sulla roccia per mantenere salda la presa. Ora si carica sulla gamba destra piegata ruotando leggermente il corpo per rimanere in equilibrio e si alza il piede sinistro centrale allo stesso livello del destro. Senza pensare troppo si stacca la mano sinistra e si lancia più o meno staticamente in alto, a sinistra della catena, per giungere al comodo terrazzino soprastante. Passaggio molto delicato e leggermente di forza.

sdr
Pian Magior, 6c

Dagan 6b / 14m

Via fisica, soprattutto nel tratto iniziale per passare il blocco di roccia staccato dalla parete. Sotto il blocco l’arrampicata segue prevalentemente la crepa ad incastro sino alla sua sommità, dove si rimonta con gesto particolarmente “atletico”. Da qui in poi l’arrampicata si fa più dolce tra fessure e rovesci fino al bombè finale da passare sulla destra.

Sauch 5b / 14m

Via piacevole, giusto per prendere confidenza con il porfido liscio di Prà. Segue il ben visibile diedro fessurato fino alla sommità della parete.

cof
Dagan (6b), a sinistra e Sauch (5b), a destra.

Pradole 5c / 14m

Saosent 6c+ / 12m

Cercenal 6c / 14m

Moinac 7a / 14m

Mezatrad 6b+ / 14m

Sere 6c / 14m

Ischioni 6c / 14m

Valmorta 7a / 14m

Forche 4 / 12m

Val Fredata sx 5b / 13m

Val Fredata dx 5c / 13m

Castion 6a / 10m

N.N. ? / 10m

Vadron 6b / 12m

Piastol 6a / 12m

Campore

La falesia di Campore è una piccola perla situata sotto l’abitato di Cerna nel comune di Sant’Anna d’Alfaedo, sui monti Lessini, chiodata per la prima volta negli anni ’90. Il suo calcare, grigio e giallo, si presta bene alla carsificazione, offrendo ai fortunati climber che hanno il piacere di frequentarla, un’arrampicata molto varia, che spazia dalla placca su tacche allo strapiombo su solide canne. La roccia è uno splendore, sempre solida e compatta, ruvida e mai usurata, ridona il piacere dell’arrampicata a chi, per necessità, frequenta spesso falesie troppo conosciute e frequentate. Una singolare particolarità di questa falesia è che al suo interno, proprio dietro le linee delle vie, si snoda una grotta della lunghezza di circa 20 metri, che taglia trasversalmente il lato destro della parete. Questa conformazione naturale, dal notevole fascino geologico, pullula di stalattiti e stalagmiti e qualcuna delle sue cavità può essere osservata anche attraverso gli innumerevoli anfratti che tappezzano la parete, lungo i quali sono state disegnate molte vie.

 

Qui fa caldo, parecchio. Ce ne accorgiamo appena arrivati, è esposta completamente a Sud (Ottima per l’inverno), senza troppi alberi che ombreggiano la base della parete, ed il sole di Aprile che batte, ci costringe immediatamente alle maniche corte. Un altra cosa che ci affascina fin da subito è la lunghezza delle vie, tutte intorno ai 25 metri, a parte qualche vecchia via poco battuta sulla destra. In tutto la falesia ospita 26 itinerari compresi tra il 5c ed il 7a+, ottima per chi sguazza sul 6° grado. Di seguito il dettaglio di alcune vie (da sinistra a destra):

Motopico 5c / 25m

S.N. 6c / 25m

Titti 6a / 25m

S.N. 6c / 25m

La Ruspia 6b / 25m

Ocibei 6a / 25m

Mister Day 6a / 25m

Trapanspit 6a+ / 25m

Trapanspit è una via davvero elegante, ci è piaciuta parecchio. Non c’è uno spit sopra l’altro sulla verticale, ma ondeggiano prima verso destra e poi tornano verso sinistra sopra il tettino a metà parete, seguendo la linea più logica che offre la roccia. La parte inferiore del tiro è abbastanza semplice ed il grado lo fa il tetto stesso. Qui, alla base, c’è un comodissimo resting per prepararsi mentalmente alla sequenza di passaggi successiva. Senza pensarci troppo ci si alza bene con i piedi leggermente in spaccata, per raggiungere, a destra, un rovescio da tenere quel poco giusto per accoppiare i piedi sulla paretina di destra, raggiungere la presa più in alto e rimontare. Da qui in poi si gioca un pò con l’equilibrio, movimenti brevi e accorti permettono una lenta, ma efficace, progressione su listelli verso la catena.

 

Sole nascente 6a+ / 25m

Sole nascente parte subito a destra di Trapanspit e sembra essere la sua fotocopia. Stessa geometria oscillatoria, stesso tipo di arrampicata, stesse asperità, stesso fascino ed eleganza. Qui la partenza è leggermente delicata, con una prima rinviata non troppo comoda. Prosegue tranquilla fin sotto al tetto dove, a differenza della linea precedente, non c’è resting e va affrontato di getto. Le prese sono decisamente meno marcate e si lavora molto a livello di dita, con svasi leggermente stondati. Anche qui la catena la si raggiunge al termine di un leggero tratto in placca, in bilico su minute tacchette.

Luisa 6a+ / 25m

Sboro bisso 6b / 25m

Domenica delle palme 5c / 25m

Prima via della giornata per scaldarsi. Linea che parte senza troppe pretese, placca compatta e molto piacevole, con crepe che ricordano tanto quelle di Arco e della zona del Garda. Dalla metà in su inizia leggermente a strapiombare e le prese sono sempre meno visibili e più ricercate. Negli ultimi metri la chiodatura è leggermente distante rispetto allo standard della falesia. Questo, aggiunto alla continuità offerta dalla metà superiore del tiro, suggerisce un grado leggermente superiore alla via. Sarà stato il clima troppo caldo, a cui non eravamo minimamente abituati, ma abbiamo trovato questo tiro particolarmente ostico, fisicamente e mentalmente.

IMG-20180414-WA0016
Partenza (un po erbosa) di Domenica delle palme (5c)

L’ora del vampiro 6c / 25m

Nomolock 6c+ / 25m

Lodvik 6c+ / 25m

Sottovuotospinto 6b+ / 25m

Questo tiro ci ha letteralmente stregati, molto bella la linea che attacca il tetto a tre quarti parete, nel suo punto più debole con uno stupendo, e abbastanza lungo, traverso obliquo (da sinistra verso destra), fino alla sommità della falesia. Partenza non banale, su calcare giallo tappezzato dalle aperture che danno sulla grotta interna. Una di queste, in particolare, rende l’idea della sua profondità e spettacolarità. L’eco delle goccie d’acqua che ricadono dalle satlattiti sulle stalagmiti, ed il rumore della fauna che si è adattata a vivere nell’oscurità, vengono amplificati da questa particolare cavità, ed il suono che giunge alle nostre orecchie, mentre arrampichiamo, è semplicemente magico. Dopo una decina di metri si giunge sotto il tetto, che dal sotto pare severo, ma che in realtà si lascia salire, a suo modo. Da qui parte l’infinito traverso esposto verso destra, con un simpatico rovescio iniziale da tenere basso con la mano destra. I piedi si alzano più che possono in spaccata, al limite della mia apertura gambale in realtà, e la mano sistra va alla ricerca di una tacchetta grande abbastanza da riuscire a tenerla quel tanto da portare la mano destra a livello, su un rovescio abbastanza nascosto, di non facile lettura.
Riportati i piedi in una posizione più consona, ci si sposta verso destra, su un mix di prese più o meno comode, più o meno friendly, più o meno scavate. Verso la fine del traverso, in uscita, gli avambracci iniziano a cedere, mancano pochi metri, ma la catena è sempre nascosta e non si vede fino a quando non si arriva, urge riposare. In realtà qualche punto di resting lungo il traverso c’è, ma non è sempre facile rimanere calmi e lucidi mentalmente, da generare la situazione giusta per scaricare la fatica.
L’uscita è quella tipica di tutte le linee della falesia, placconata intervallata di tanto in tanto da tacche scavate, accennate, bombate, sempre più o meno. Bella, niente da aggiungere, complimenti a chi la ha immaginata e realizzata.

 

Cernabil 6c / 25m

Culi e catene 7a+ / 25m

Vecchia volpe 6b / 25m

Heinz 5c / 25m

Andre 6a+ / 25m

Primo figlio 6a / 25m

Acinaticus 5b / 20m
5b… L’unico della falesia, nonché il grado più facile presente sulla guida alla base della parete. Già guardandolo dal basso si capisce che qualcosa non va, la parte iniziale infatti presenta, dopo alcuni metri, un tetto da oltrepassare. Si sale tranquillamente fino al di sotto di esso , ma poi tra vegetazione, terriccio e prese appena accennate, ci si accorge che lo sforzo per oltrepassarlo non è poi cosi banale. Tenere la tacca soprastante e sbracciare per rimontarlo richiede forza e decisione. Poi l’ arrampicata inizia a farsi più divertente su roccia molto più compatta, con buoni piedi e buone mani. Purtroppo il tiro non è molto pulito al momento, presenta qualche rovo ed alcuna vegetazione sparsa qua e la. Per il passaggio iniziale fisico e l’arrampicata comunque sempre sostenuta per tutta la sua lunghezza, circa 20 metri, questa via merita sicuramente un grado leggermente più alto.

Descanta bauchi 5c / 20m

S.N. 5c / 20m

Miriam 5c / 20m

Massi di Prabi

I massi di Prabi sono un insieme di blocchi calcarei posti alle pendici orientali del Monte Colodri, alla base della omonima via ferrata. Qui, sui massi più importanti, sono stati tracciati diversi itinerari medio-facili di breve lunghezza ma di intensità sostenuta, contornati da numerose linee di boulder sui sassi più minuti. La roccia, sempre compatta anche se a tratti leggermente usurata, e l’ambiente molto soleggiato e panoramico sulla valle del sarca, ne fanno un luogo di relax e di arrampicata plaisir. Ad nord est si innalza il Colodri e, in particolare, l’inconfondibile pilastro Zanzara, mentre più a sud la Rupe Secca, ultimo baluardo prima del castello di Arco. I due massi principali (A e B) hanno una altezza che varia dai 12 e i 15 metri, mentre i massi minori (dall’ 1 all’ 11) variano dai 6 ai 10 metri.

Masso 1:

Il primo masso è ubicato subito a lato della capanna degli alpini e ospita due brevi tiri ben protetti ed appigliati, un 5a ed un 5b.

DSC09992
Passaggio di 5b sul masso 1.

Masso 2:

Il secondo masso è completamente appoggiato ed intervallato da profonde scanalature, dedicato soprattutto ai corsi roccia per bambini presenta 3 itinerari di 4a e 3 itinerari di 4b. Purtoroppo, proprio a causa di questa peculiarità, è abbastanza unto, ma pur sempre frequentabile.

Masso 4:

Il masso 4 è breve, ma particolarmente intenso. Il 6a+ posto a destra presenta un arrampicata estremamente continua ed un uscita per niente banale. Più a sinistra è chiodato un 6b+ dello stesso calibro.

Masso 7:

Il masso 7 è probabilmente il più soleggiato. Posto nel punto più alto della piccola falesia, lontano dalle chiome sottostanti, offre un ampia vista della vallata. I due 5b posti rispettivamente alla sinistra e alla destra dell’albero a metà parete presentano movimenti di equilibrio su placca leggermente appoggiata. I due 6b sulla destra hanno invece partenze abbastanza severe e delicate, sempre alla ricerca delle tacche migliori per le dita. Le parti superiori, più facili, richiedono ad ogni modo di non essere sottovalutate.

Masso 8:

Il masso 8 è situato alla destra del precedente, leggermente più in basso. Qui sono presenti 2 facili e ben appigliati 3c.

Masso 10:

Il masso 10 è uno dei più ombreggiati, esposto a nord prende il sole solo le prime ore del mattino. Al centro ospita 2 vie facili, molto ben appigliate, un 4b ed un 5a. Sullo spigolo invece sale un 5b+ dalla linea molto bella e ricercata, con partenza boulderosa ed uscita molto svasata.

IMGP0228
Il masso 10, con il castello di Arco sullo sfondo.

Masso A:

Il masso A presenta 10 itinerari, dal 4a al 7a. L’arrampicata è in generale su roccia molto buona, compatta e poco usurata per le vie di grado medio-basso, mentre i 7a risentono di più il tempo per quanto riguarda le prese sui passaggi chiave. Molto bella è la via “Strane idee“, un 6b che sale centrale alla parete, leggermente strapiombante nella parte superiore, ma che offre una arrampicata sempre divertente e che si lascia studiare volentieri tra buoni resting.

Masso B:

Il masso è posto in alto, proprio ai piedi del Colodri, l’arrampicata è prevalentemente su placca, a meno delle vie più defilate verso sinistra, dove la componente boulderistica la fa da padrona. I gradi qui vanno dal 5a al 7c.

Nel complesso i massi di Prabi offrono un bell’ambiente, soprattutto per famiglie con bambini. Non per ultima, la possibilità di mettere praticamente sempre la corda dall’alto rende l’arrampicata da primo meno stressante per chi è alle prime armi. La vicinanza con il paese di Arco ed i suoi negozi, rende il post attività ancora più interessante.