Cavalcata delle Torri del Tricorno

Le Torri del Tricorno sono un gruppo di sommità distinte ed appuntite che sorge ad est dell’Emmele. La concatenazione di tutte le torri dà vita ad una bellissima cavalcata in un ambiente abbastanza isolato. Nonostante l’itinerario presenti tratti di arrampicata discontinua e numerosi sali e scendi, nel complesso risulta una via decisamente da non perdere capace di regalare belle emozioni. Alcuni tiri centrali sono poi particolarmente meritevoli di essere saliti! Per via della lunghezza non è una salita da sottovalutare e richiede il suo tempo nell’essere percorsa. In caso di emergenza è possibile rientrare in vari punti nel ripido vajo del tricorno anche se, in caso di pioggia, può risultare pericoloso.

Il primo tiro risale la facile placchetta rimanendo centrali alla parete. Dopo pochi metri si entra in un piccolo canale che obliqua verso destra. Qui è presente il passo più complesso della lunghezza che consiste nell’aggirare la parte superiore della parete sempre verso destra. Il tratto è breve e ben appigliato. Usciti dalla rampetta rimane solo da rimontare lo zoccoletto dove è presente la sosta. 25m, V-.

Simone sul primo tiro, V-.

La seconda lunghezza giunge in cima alla prima torre per poi discendere sul versante opposto fino alla forcella erbosa che separa le pareti. I primi metri salgono una bella e facile placchetta che in poco tempo si trasforma in una serie di terrazzini con numerose guglie, sparse quà e là, sulle quali proteggersi. Raggiunta la cima si prosegue in discesa nel canale di sinistra fino a raggiungere l’attacco della torre seguente dove è presente la comoda sosta. 20m, III.

Simone sul secondo tiro, III.

Il terzo segmento è più di collegamento che altro. Si sviluppa lungo tratti rocciosi, dove l’erba però la fa da padrona, seguendo la linea che permette di arrampicare rimanendo sulla roccia migliore. Con arrampicata poco entusiasmante si procede verticalmente per circa 5 metri e si supera quindi il muretto seguente aggirandolo brevemente verso destra. Terminato il tratto roccioso si prosegue risalendo il prato del canale di destra puntando alla prossima fascia rocciosa dove è presente una clessidra. Sulla cengia in cima a quest’ultimo muretto è presente il cordone di sosta. 30m, IV.

Il tratto poco entusiasmante del terzo tiro, IV.

La quarta lunghezza sale tra il masso sopra la sosta e lo spigolo della parete di sinistra, lungo la bella placca posta subito alla destra di un’evidente fessura. Si risale la placca fino al suo termine e si prosegue lungo lo spigolo di sinistra fino alla vetta della seconda torre che si raggiunge senza troppe difficoltà senza percorso obbligato. Si sosta e ci si prepara alla calata sul versante opposto rispetto a quello di salita. Come riferimento per la discesa indirizzare le corde verso la ripida zona prativa sottostante, cercando di rimanere più alti possibile in prossimità di una paretina dove prosegue la via. 35m, IV.

La quarta lunghezza, IV.

Il quinto tiro prosegue su roccia compatta ma intervallata da tratti erbosi. Si aggira la paretina rimanendo sulla destra, seguendo la crestina rocciosa finchè è possibile. Una volta aggirata si prosegue verticalmente su roccia buona e compatta. Qui è presente il passo più ostico del tiro: una serie di tacche permettono di alzarsi bene e raggiungere le comode prese sommitali. Un alberello sancisce il termine delle difficoltà. Si prosegue su prato dapprima in direzione di un’altro alberello ed in seguito verso destra, fino a raggiungere un’altra paretina dietro la quale è presente un fix sul quale è possibile sostare. 45m, V+.

Simone al termine del quinto tiro, V+.

La sesta lunghezza è forse quella con roccia meno bella di tutta la via. I primi metri proseguono su cengie erbose per giungere alla parete principale. Una volta raggiunta si sale in prossimità dello spigolo destro di quest’ultima obliquando verso sinistra in direzione dei mughetti. Proprio sul mughetto è presente la sosta. Anche se le difficoltà sono limitate, prestare particolarmente attenzione alla qualità della roccia e alle prese “mobili” che si trovano lungo il percorso. 25m, IV+.

Martina in arrivo alla sosta del sesto tiro, IV+.

Il settimo tiro traversa verso destra sotto lo strapiombino fino ad incontrare un canalino ben appigliato che si segue fino al raggiungimento di un’altra cengietta dove è presente il mughetto su cui è attrezzata la sosta. Tiro nel complesso facile, divertente e su buona roccia. 25m, IV+.

L’inizio della settima lunghezza, IV+.

L’ottava lunghezza presenta una roccia veramente super! Lavorata in maniera tale che è un autentico piacere arrampicarci, rende facili anche i passaggi più difficili. Il tiro infatti, tra un passaggio verso sinistra, uno verso destra e dopo aver superato un piccolo strapiombetto, vola e in un attimo ci si trova sul culmine della terza torre dove si sosta. Anche la linea di salita è evidente il che, unito alla roccia stratosferica, rende questo tratto uno dei più belli di tutta la salita. 30m, V-.

Il prossimo tratto è molto breve e ci porta alla forcella che separa la terza e la quarta torre. Il nono tiro discende quindi disarrampicando verso sinistra su facili roccette seguendo la linea dettata da una serie di saltini ben appigliati. In breve si giunge alla base della torre e si attrezza la sosta su uno dei mughi presenti. 15m, III.

In discesa dalla terza torre, III.

La decima lunghezza prosegue, dopo aver superato un primo facile muretto, lungo lo spigolo di sinistra per alcuni metri. In corrispondenza di un ampio terrazzino si traversa verso destra fino alla base di una fessura dove è incastonato un evidente cordone. Si risale atleticamente la prima parte della fessura per uscire in seguito sulla stupenda placca di destra che si segue per tutta la sua, breve, lunghezza fino in cima alla quarta torre. La sosta si trova su cordone incastonato attorno ad un grosso masso. Tiro veramente bello e di soddisfazione, soprattutto la fessura e la placchetta finale. 25m, V.

Martina sul bel tratto della decima lunghezza, V.

L’undicesimo tiro ritorna a scendere nella selletta che divide la quarta e la quinta torre. Si inizia scendendo sul versante sinistro e poi leggermente verso destra fino a raggiungere uno stretto canale (occhio a zaini o persone ingombranti) che in poco tempo riconduce a terra. Si attrezza la sosta sul primo mugo disponibile. 25m, II+.

Simone incastrato nel canale di discesa, II+.

Sulla parete opposta salgono diverse linee. La continuazione della cavalcata sale subito di fronte al canale da dove si è discesi, lungo l’evidente fessura per la prima parte e lungo la bella placconata, alla destra di quest’ultima, per la seconda metà. Proprio la fessura presenta le difficoltà maggiori, sia del dodicesimo tiro che dell’intero itinerario. Prima di raggiungerla, tuttavia, è necessario affrontare una brutta e scivolosa cengietta erbosa al termine della quale è presente una specie di sosta che è tranquillamente possibile ignorare. Si affronta quindi atleticamente la fessura con passo in uscita in placca non proprio banale. Continuando sulla placca di destra si rimane comunque vicini alla fessura seguendo la linea delle clessidre, all’inizio un po’ nascoste. La placca è molto bella e non è da sottovalutare: le difficoltà sono infatti costanti lungo tutta la lunghezza. Giunti sulla cengia, sotto ad un evidente mugo, si sosta. Il tiro è senza ombra di dubbio il più bello di tutta la salita. 40m, VI-.

Il dodicesimo tiro visto da entrambe le soste, VI-.

Il tredicesimo tiro conclude la parete principale della quinta torre raggiungendo il mughetto soprastante. Da qui una breve progressione in cresta conduce alla sosta ottimamente attrezzata posta sul culmine del torrione. 25m, III.

Discendere dalla torre è particolarmente semplice: una serie di passaggi di II grado, lungo evidente percorso, portano in breve a terra. Si risale ora, per pochi metri, il canalino che ci si trova di fronte per poi oltrepassare ed aggirare il masso verso destra in direzione della parete dove è presente l’evidente cordone di sosta. Si conclude così la quattordicesima lunghezza. 25m, II.

La discesa dalla torre, II.

Il quindicesimo tiro risale il muretto subito a destra della sosta. La roccia, anche in questo tratto, è ottima e le numerose prese lavorate rendono l’ascesa davvero piacevole. Dopo aver leggermente obliquato verso destra dalla sosta precedente, si prosegue verticalmente in direzione di un mughetto che si supera passandolo a destra e raggiungendo così una piccola cengia esposta. La sosta si trova circa 3 metri sulla destra, in prossimità di una fessura. 25m, III.

Simone alle prese con il quindicesimo tiro, III.

La sedicesima lunghezza inizia rimontando il sassone subito sopra la sosta con passo decisamente atletico. Ignorare la serie di cordoni che si sviluppa sullo spigolo e sulla placca di destra in quanto appartengono alla “Via della Cortesia”. Salire invece sulla placca a sinistra dello spigolo, poco attrezzata ma comunque proteggibile. L’arrampicata, d’equilibrio, porta direttamente sulla vetta della sesta torre. Qui è possibile usufruire della sosta bassa presente in loco, oppure attrezzarne una su di uno spuntone. 25m, V.

Il diciasettesimo tiro ridiscende, con passaggi di III, verso la forcella che divide la sesta e la settima torre. Lungo il tragitto è possibile proteggersi tramite cordoni sugli spuntoni presenti (soprattutto per mettere in sicurezza il secondo di cordata) e usufruendo di una clessidra a metà parete. La sosta si trova su un mughetto ai piedi della parete opposta. Eventualmente è possibile calarsi in doppia usufruendo delle maglie rapide presenti in sosta. 15m, III.

La diciottesima lunghezza prosegue sulla parete opposta lungo lo spigolo di sinistra. Attenzione a non salire la placca di destra dove passa la “Via della Cortesia”. Al termine dello spigolo è presente una cengia che, percorsa nella sua interezza verso destra, porta proprio sopra alla sosta posizionata all’inizio di un profondo canale che divide le 2 pareti. Per raggiungerla è quindi necessario disarrampicare un paio di metri. Le difficoltà lungo il tiro non sono elevate e l’arrampicata prosegue tranquilla. Alla sosta è anche presente il libro di via. 25m, III+.

Sulla cresta della diciottesima lunghezza, III+.

Il diciannovesimo tiro discende nello stretto canale fino ad un masso incastonato. La discesca (IV) non è affatto semplice e la profondità del canale ne aumenta sicuramente la difficoltà percepita. Un passo falso, infatti, porterebbe il povero avventuriero malcapitato quasi in fondo alla stretta fessura dove, con ogni probabilità, rimarrebbe incastrato tra le 2 pareti. Giunti sul sasso si prosegue camminando alla base del canale fino ad un’altro masso incastrato. Qui l’umidità è veramente importante, tanto che le pareti risultano fradice. Lavorando in opposizione si sale, con non poche difficoltà, sopra il masso e lo si oltrepassa, verso destra, aggirando la parete. Appena si gira l’angolo è presente la sosta attrezzata con anello di calata. 20m, IV.

Il primo e l’ultimo tratto del canale, IV.

Dalla sosta è possibile proseguire lungo il ventesimo tiro che porta brevemente in cima alla settima, ed ultima, torre del tricorno (Punta Tricorno). Per raggiungerla è sufficiente superare un breve muretto in mezzo al quale è presente un’evidente cordone bianco. Una volta ammirato il panorama (nebbia permettendo) è possibile tornare sui propri passi fino alla sosta precedente. 10m, III.

Da qui parte la ventunesima lunghezza che discende (verso sinistra con fronte alla parete) una serie di terrazzini, prima di raggiungere un grosso masso con bollo rosso, visibile anche dalla sosta stessa. Superare il masso rimanendo a valle di esso e continuare fino al raggiungimento di un altro sasso con scritte rosse dove è possibile attrezzare l’ultima sosta. 40m, II.

La discesa dall’ultima torre, II.

Che dire, senza ombra di dubbio una bella via, lunga e di soddisfazione, impegnativa non tanto per le difficoltà quanto per la lunghezza. Nel complesso una bella cavalcata, una delle più lunghe delle Piccole Dolomiti, composta da 21 tiri, tra salite e discese, più un paio di calate, su roccia sempre buona, a tratti ottima. Qualche lunghezza è un pò discontinua ma non mancano tiri meritevoli come il dodicesimo. Sicuramente una linea consigliata!

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