Via degli Amici

Primo weekend di maggio all’insegna del bel tempo anche se domenica, nella serata, dovrebbe tornare a piovere per un bel po’. Decidiamo di sfruttare la mattinata per testare una delle nuove nate a San Paolo che, nonostante sia di recente realizzazione, è già bella trafficata. La linea in questione è la “Via degli Amici”, sportiva e plaisir.

Il primo tiro è breve ma interessante e si svolge lungo solida placconata generosamente fessurata. I passi iniziali sono di facile risoluzione grazie ai gradini basali che consentono di guadagnare i primi metri. La placchetta successiva obliqua verso sinistra seguendo le protezioni a parete che si dirigono in direzione di un minuto strapiombetto a forma di naso che si lascia sulla destra raggiungendo la placconata soprastante. Qui le difficoltà aumentano leggermente ma le fessure non mancano consentendo una progressione tranquilla e sicura anche quando i piedi spalmano su placca. Superato il muretto un largo terrazzino accoglie la sosta. 22m, VI-.

Simone sul primo tiro, VI-.

La seconda lunghezza inizia con un traverso raso-cengia lungo la bella parete compatta a destra della sosta. Superate le prime protezioni la linea torna a svilupparsi verticalmente lungo interessante placconata, inizialmente d’aderenza, ed in seguito più appigliata con buone prese lavorate. La placconata è spezzata da un minuto terrazzino che non disturba però la continuità più di tanto. Il secondo tratto è interessante come il primo e continua lungo la sezione di roccia grigia e compatta soprastante. Le difficoltà contenute portano presto alla cengia comoda di sosta, poco più a destra della via “Gioia e Felicità”. 28m, VI.

Monica al termine della seconda lunghezza, VI.

Il terzo tiro non offre emozioni particolari vista la zona boschiva lungo la quale si sviluppa. Seppur poche le roccette comunque ci sono e permettono di non sporcare troppo le scarpette di terriccio. Si inizia aggirando l’arbusto a destra della sosta per raggiungere le prime rocce rotte che conducono alla base di una placchetta minuta. Si rimane a destra di quest’ultima seguendo l’evidente corridoio che rimonta gli ultimi risalti di roccia e conduce alla sosta in comune con “Gioia e Felicità”. Attenzione lungo il tiro ai massi instabili. 32m, IV-.

Il corridoio del terzo tiro, IV-.

La quarta lughezza inizia similmente alla seconda con un bel traverso a pochi metri dalla cengia di sosta. La linea di fix indica la linea da seguire che si verticalizza presto lungo placca solida e compatta. Le difficoltà qui aumentano un po’ ma rimangono sempre molto contenute scemando mano a mano che si prosegue. La parete infatti si appoggia sensibilmente e la roccia diviene anche più lavorata. Al termine della parete si giunge ad una serie di risalti fino a proseguire lungo marcata traccia fino alla sosta. Ricordarsi di allungare bene le protezioni per evitare attriti eccessivi verso il termine. 42m, V.

L’inizio della quarta lunghezza, V.

Il quinto tiro è, nel complesso, poco interessante e segue un canale appoggiato e detritico fino alla sosta successiva. Le sezioni arrampicatorie sono rare e si è spesso con le scarpette sulla terra. Dalla sosta si traversa un paio di metri verso destra per raggiungere l’entrata di un canale e si prosegue lungo quest’ultimo attraverso un susseguirsi di roccette rotte e di terrazzini. Si oltrepassa quindi un arbusto che blocca il passaggio e si continua lungo gli ultimi metri del tiro composti da placchette appoggiate. In breve si giunge al terrazzino di sosta. 25m, III.

La linea del quinto tiro, III.

La sesta lunghezza è breve e semplice ma torna a calcare la calcarea roccia arcernse. Il tiro è composto da una bella sezione su muretto verticale che in poco collide con minuto tettino estremamente ben appigliato e molto piacevole da rimontare. Si segue quindi, oltre il tetto, una parvenza i diedro composto da conglomerato grigio e giallo di buona qualità, solido sino agli ultimi metri. I terrazzamenti in uscita ospitano infatti un po’ di rocce mobili ed è quindi consigliato uscire verso sinistra quando possibile. Si giunge infine ad un terrazzino ove si sosta comodamente. 20m, V-.

Monica impegnata sulla sesta lunghezza, V-.

Molto bello è il settimo ed ultimo tiro che supera un tettino atletico prima di terminare lungo solida placconata lavorata. Il tetto è subito oltre la sosta e lo si affronta sfruttando le buone prese di cui è composto. L’arrampicata è atletica e di soddisfazione e conduce in poco tempo alla placca successiva dopo aver effettuato un breve traverso verso destra. Qui un’evidente fessura obliqua direziona la salita. Dopo i primi passi un po’ in aderenza la parete inizia a regalare fondi solchi dove potersi rilassare e godere il paesaggio. Si raggiunge quindi il termine della parete dove si sosta a piacimento su arbusto. 30m, VI-.

Simone sul tettino dell’ultimo tiro, VI-.

Via abbastanza discontinua ma tutto sommato piacevole, alla costante ricerca di quelle sezioni di parete sgombre da vegetazione. Belli soprattutto i primi due tiri e l’ultimo che si svolgono lungo solide placconate con roccia sana. Le difficoltà sono contenute e la chiodatura è amichevole.

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