Sol Minore

Dopo una via piuttosto impegnativa il giorno precedente ci dirigiamo verso le pareti che sovrastano la vecchia strada del Ponale per salire qualcosa di più tranquillo. In questo lungo ponte di Halloween le parete è letteralmente presa d’assalto ed alla base di ogni via c’è almeno una coppia di cordate a fare la fila. Nonostante questo affollamento selvaggio la via “Sol Minore” sembra essere libera e così senza pensarci due volte ci prepariamo e la attacchiamo.

Il primo tiro sale lungo la bella placchetta che si fa spazio attraverso la vegetazione creando un corridoio arrampicabile. Si inizia risalendo le facili roccette rotte che antecedono la placca principale la quale si raggiunge senza difficoltà dopo alcuni metri. Questa è composta principalmente da fonde fessure che rendono l’arrampicata semplice e piacevole. Anche la chiodatura è buona e ravvicinata. Si obliqua leggermente verso destra fino a raggiungere uno spigoletto dove si torna a salire in verticale fino ad un comodo terrazzino dove si sosta su catenella. 38m, 5b.

Martina lungo la prima lunghezza, 5b.

La seconda lunghezza è la più impegnativa di tutto l’itinerario e si svolge lungo solide placconate con arrampicata prevalentemente in aderenza. Dalla sosta si rimonta con passo deciso la piccola pancia che antecede la placca sfruttando ad incastro l’evidente fessura verticale. Superata la pancia si inizia un breve traverso verso destra per raggiungere la paretina successiva. Il passo per arrivarci è tutt’altro che immediato e richiede un po’ di fiducia con i piedi che spingono su placca liscia e con le mani che equilibriano alla ricerca delle prese migliori. Si torna quindi a salire in verticale seguendo la linea dei fix a parete e sfruttando le belle fessure che caratterizzano questa sezione di via. Quando la placca è chiusa da vegetazione si torna verso destra dove è presente la sosta su catena. 25m, 6a.

Martina lungo la bella placca fessurata della seconda lunghezza, 6a.

Il terzo ed ultimo tiro riparte diritto per diritto lungo il muretto appoggiato oltre la sosta. I primi metri si svolgono in corrispondenza di un diedrino fessurato che si sfrutta per la progressione. Questo lascia in breve spazio ad una placchetta che si segue fino ad un comodo terrazzino che antecede il muretto finale. Gli ultimi metri della parete sono belli fessurati e l’arrampicata è piacevole e plaisir. Si giunge ad una zona alberata dove è possibile attrezzare una sosta oppure, visto che l’attrito delle corde è pressochè nullo, proseguire per altri 5 metri e raggiungere il sentiero di rientro dopo aver sormontato le ultime facili roccette. 25m, 5b.

Martina alle prese con l’ultimo tiro, 5b.

Via molto corta e didattica, adatta per chi muove i primi passi sui multipitch. L’arrampicata è sempre piacevole grazie alle fessure che caratterizzano la fascia rocciosa ed alle protezioni che sono sempre abbondanti. Il tiro più impegnativo è quello centrale che insegna a fidarsi bene dei piedi lavorando lungo placca appoggiata. Molto bello anche il panorama laterale sul lago di Garda.

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