Rizzolaga – La Ronc

Il settore “La Ronc”, a Rizzolaga, è un muretto che si apre ad anfiteatro con tratti caratterizati da placche, tratti strapiombanti e sezioni a gradoni. Il porfido che compone la roccia è generalmente di buona qualità e solido. Solo in alcune linee nella parte centrale è di qualità inferiore e tende a sgretolarsi. Le vie sono tendenzialmente corte, le difficoltà basse e l’arrampicata varia. Un bel posto dove trascorrere una piacevole giornata in famiglia lontani dalle calure della città.

Pinocchio 5a / 8m

Il Grillo 4c / 8m

Breve e facile tiro che si sviluppa su solida placca molto appoggiata. Appigli per mani e piedi sono sempre abbondanti e la chiodatura è ottima. Nonostante le difficoltà siano limitate la linea è piacevole ed ottima per iniziare la sessione.

Lucignolo 5a / 10m

Mangiafuoco 4b / 10m

Analogalmente alle linee vicine, il tiro si sviulppa su roccia solida in placca. L’abbondanza di prese per le mani e i numerosi terrazzini su cui appoggiare i piedi limitano le difficoltà della salita, per la verità non particolarmente interessante. Tuttavia, l’ottima chiodatura e la brevità dell’itinerario lo rende adatto per i principianti.

La Fata 5a / 12m

Le difficoltà di questo tiro sono molto limitate, simili a quelle dei tiri alla sua sinistra. La placca è caratterizzata da roccia solida su cui si possono facilmente individuare gli appigli. La chiodatura è buona come sulle vie limitrofe. La linea è un buon riscaldamento prima di iniziare la sessione.

La Volpe 5b / 14m

Nonostante il grado faccia presumere una facile “passeggiata in placca”, il tiro risulta essere abbastanza interessante. Dopo aver raggiunto senza troppa difficoltà un comodo terrazzino, si trova il passo chiave che costringe i più bassi a dover far affidamento su una piccola tacca per il piede sinistro ed alzarsi fino a raggiungere la comoda tacca soprastante. Con qualche centimetro in più di altezza si riesce ad arrivare comodamente alla tacca riducendo così la difficoltà del tiro. Giunti sopra il tettino la via prosegue dapprima verticale dopodichè un breve traverso verso destra conduce alla catena posta nel diedro, con passaggio finale delicato. Il tiro è piacevole e regala qualche soddisfazione in più rispetto alle linee che lo precedono alla sua sinistra.

Il Gatto 6b / 14m

Fin dall’inizio è evidente che il passaggio chiave della linea si trova in prossimità dell’evidente tetto. Tuttavia, la placca per raggiungere quest’ultimo non deve essere sottovalutata. Infatti, i passaggi di equilibrio sono delicati e sfruttano piccole tacchette sia per mani che per piedi. Una volta giunti in prossimità del tetto, una piccola presa centrale consente di alzare i piedi per raggiungere lo scomodo spigolo di sinistra. Da qui, con convinzione, si rilancia la mano destra sopra il tetto e lo si risale facilmente. Ora la via entra nel diedro di destra percorrendolo in tutta la sua lunghezza fino alla sosta in comune con il tiro precedente.

Botto 5a / 22m

Linea varia e particolarmente storta sempre alla ricerca della progressione più semplice che, inevitabilmente, disegna curvature che ricordano più tiri multipitch che tiri in falesia. Si parte salendo in muretto a sinistra di un grosso masso fino a rimontarlo completamente. Da qui si prosegue in traverso seguendo la marcata fessura, leggermente obliqua, che taglia di netto la parete da sinistra verso destra. Con semplice arrampicata in traverso si raggiunge la fine della fessura e si rimonta una piccola cengia. Ora la linea prosegue lungo il diedro appoggiato e solitamente sporco fino a raggiungere la catena rimontando una serie di terrazzini.

Spigolo Martino 6a / 22m

La via nel complesso molto particolare. I primi metri salgono verticalmente un facile muretto a tacche dove le difficoltà sono contenute. Si arriva presto alla fessura che taglia orizzontalmente la parete che si segue sulla destra per un paio di metri. Ora inizia l’aereo spigolo che obliqua verso sinistra. L’arrampicata qui è strana ed anomala e la spittatura è distanziata e abbastanza pericolosa, soprattutto se si cerca di rimanere sulla placca di destra. Un’eventuale caduta, infatti, obbliga la corda a grattare pericolosamente proprio sullo spigolo. In tutto questo secondo tratto si ha la sensazione di cadere nel vuoto del lato sinistro ad ogni passo. Dopo l’ultimo terrazzino si rientra sulla placca di destra e si giunge alla catena.

Botto Tieni 6b / 22m

Via interessante che nella parte inferiore supera un muretto verticale, mentre in quella superiore prosegue su placca leggermente appoggiata. La prima parte del tiro si svolge contando su prese buone e dove è però necessario saper muoversi bene per proseguire agevolmente. Arrivati sulla prima cengia la storia cambia. Da qui in poi le prese sono più minute e saper posizionare i piedi bene in placca risulta fondamentale. Soprattutto il primo tratto obbliga a passaggi di equilibrio non semplici con labili bloccaggi di dita. Attenzione a non entrare troppo nel diedro (via Botto) di destra per non rendere la salita troppo facile rispetto al grado proposto.

Urlo 7a+ / 15m

La Balena 5a / 15m

E’ Pericoloso Sporgersi 6b / 12m

Da Finestrino 6b / 8m

Via corta ma intensa e tutta leggermente strapiombante. Non di facile lettura ad un primo sguardo per via delle prese che dal sotto non sono ben visibili. Si parte abbracciando il salame poco a sinistra rispetto il primo spit fino a trovare una comoda presa dove quest’ultimo si ricollega alla parete principale. Qui si rientra sulla destra ritrovandosi in precario equilibrio lungo un muretto appena appoggiato. Si progredisce sfruttando un po’ la fessura di destra ed un po’ le prese poco visibili situate sulla sinistra. Una volta usciti da questa sezione, sulla sinistra, ci si appresta ad arrampicare gli ultimi metri che superano il tettino soprastante dopo averlo traversato verso destra. Sulla cengia sommitale è posta la catena.

Paleo 5c / 25m

Secondo Tiro 4a / 12m

Fessura Trad 4b / 12m

Genesi 5c / 15m

Hemigway 4b / 15m

La linea si sviluppa lungo il diedro tra la placca di sinistra e i terrazzini di destra fino ad arrivare alla sosta prima di procedere con il tiro successivo (Gio). Le difficoltà sono molto limitate e l’arrampicata tra placca e diedro rende i passaggi piacevoli. La chiodatura è buona e la roccia è tendenziamente solida, solo ogni tanto si potrebbe trovare qualche passaggio un po’ sporco. Un buon riscaldamento prima di affrontare il tiro successivo.

Gio 5b / 10m

Una volta raggiunta la sosta di Hemigway è possibile continuare spostandosi verso il diedro a sinistra. Il tiro è breve ma, tuttavia non privo di interesse, lo stile di arrampicata è quello tipico dei diedri e la leggera pendenza negativa rendono i passaggi ancora più interessanti. Una volta superato il diedro pochi passi permettono di raggiungere la catena. Via breve ma interessante che, insieme al tiro precedente, offrono un buon inizio di sessione.

Smondolina 5b / 20m

Boulder iniziale fisico e abbastanza difficile che da il grado all’intera via. Una volta passato si prosegue su di un susseguirsi di facili terrazzini, fino alla catena. Via veramente poco entusiasmante se non per giungere al tiro superiore “Testa del Fuhrer”.

Testa del Fuhrer 6c / 7m

Secondo tiro, corto e boulderoso, della linea precedente. Si parte rimanendo sulla destra alla linea degli spit giusto per alzarsi qualche metro a prendere un discreto rovescio. Da qui si comincia a traversare verso sinistra con mani in cengietta e piedi sul liscio porfido intervallato da alcune piccole, e poco visibili, tacche. Il traverso non è banale e costringe ad allungamenti notevoli che, complici la direzione delle prese e degli appoggi, porta facilmente a sbandierare. Serve un buon lavoro di addominali per rimanere in parete. Una volta che si è completamente a sinistra dello spit si risale, con un ultimo sforzo, il terrazzino e si prosegue senza ulteriori difficoltà fino alla catena.

Lorenzo 3a / 24m

Girardengo 6b / 24m

Bartali 6a / 14m

Linea che non regala molte soddisfazioni, soprattutto nella parte bassa dove supera una serie di facili terrazzini. Solo nella parte alta si torna ad arrampicare più verticalmente. Il grado della via è dato dagli ultimi passaggi per giungere in catena che costringono ad un bel traverso verso destra su roccia però discutibile.

Via del ciolt 4b / 22m

Conte 3a / 22m

Zazarazaz 4c / 22m

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