Hauenstein – Settore C

Il settore C si trova 10 minuti sopra i ruderi del castello, continuando sulla forestale fino a ragiungere l’evidente masso che ospita le vie. Qui l’arrampicata è più strapiombante rispetto al settore A ma sempre su buone prese. Molto interessante è il retro del masso dove salgono un paio di tiri su placca e altri molto boulderosi con tetto in partenza.

Groefenstoan 6a+ / 15m

Mergenduft 5c / 15m

Kanzi 5c / 15m

L’inizio della è via abbastanza facile con spostamenti evidenti su prese ben appigliate. La difficoltà si concentra invece dal quarto al sesto rinvio su placca. Si inizia da un monodito (nella giornata di oggi bagnato) da tenere di sinistro, con buona presa invece per la mano destra, alzare bene i piedi per portarsi ad un comoda mano a sinistra da li parte un passaggio in aderenza con piedi in appoggio per arrivare con la mano destra ad un tacca. Si sposta ora tutto il corpo verso destra fino ad incontrare una fessura che rimonta un leggero tettino. Da qui è tutta appoggiata e facile fino in catena.

Marta su “Kanzi”, 5c.

Pink Lady 4 / 12m

Fix 5c / 12m

Lucky Luke 6b / 12m

The Dalton’s 3 / 12m

Aprilscherzi 6b / 15m

Jolly jumper 6a+ / 15m

Foxi 4 / 13m

Skyline 6a / 17m

Doofnschmirz 6a / 8m

Dracula 6b / 8m

Teenager 6b+ / 8m

Bilch 6a / 17m

Partenza boulderosa con passaggio lungo su tettino pronunciato ma ben appigliato. Il tetto è traversato nella sua parte inferiore da una crepa che si tiene per alzare bene i piedi e portare la mano libera più in alto possibili alla ricerca del terrazzino soprastante. Da qui si rilancia verso sinistra due volte, dapprima verso un verticale non comodissimo ed in seguito dentro buco scavato. Rimontando il tetto anche con i piedi ci si può riposare. I prossimi metri sono facili su scalinata. Solo la parte finale torna leggermente strapiombante e, anche se su buone prese, il passaggio per raggiungere la catena risulta comunque delicato.

Martina su “Bilch”, 6a.

Streich 6a / 17m

Partenza su strapiombetto con buone prese. Ci si alza bene con i piedi e si tiene con la destra
un verticale che ti permette di alzare la mano sinistra su una tacca da tenere. Da li si alzano i piedi fino al raggiungere con la mani la spaccatura soprastante. La via rimane poi di continuità e sempre verticale fino alla catena, con le prese che abbondano.

Marta su “Streich”, 6a.

Spritzhutte 6b / 17m

La prima parte della salita sta nel superare tre tettini uno dietro l’altro su tacche appigliate
dove il non tirare e usare bene i piedi per spingere è fondamentale. L’ultimo tettino si sale su
tacca verticale quindi spostando molto il baricentro dal lato opposto per arrivar ad un bucone
dove infilarsi con tutto il corpo da li l’arrampicata cambia completamente e parte una
bellissima fessura finale ben appigliata ma comunque fisica che porta in catena.

Umberto su “Spritzhutte”, 6b.

Forst Weg 6b / 17m

Via abbastanza atletica, un susseguirsi di tettini e strapiombi da superare. La partenza parte in placca con un traverso verso sinistra su prese appena accennate. Da qui parte il tetto più pronunciato. Superarlo non è facile, ma soprattutto non è facile vedere dove sono gli appigli in quanto la nostra visuale è veramente limitata. Si cerca di stare il più alti possibili e si manda la mano in avanscoperta il più alto possibile alla ricerca di una comoda fessura che taglia la sommità del tetto. Da qui, atleticamente lo si sormonta. Pochi metri dopo il passaggio è simile, su una pancia meno severa della precedente. Gli ultimi 7 metri fino alla catena sono su strapiombo ben appigliato.

Simone su “Forst Weg”, 6b.

Fraun Traum 6a+ / 17m

Hefe Cola 5a / 17m

Greif 6a / 14m

Kaser Mandl 6a / 17m

Wackelzahn 6b / 15m

Kellerfenster 7b / 15m

Via breve, completamente in strapiombo e molto probabilmente sovragradata. I primi 2 spit si raggiungono comodamente grazie allo zoccolo di sinistra. Da qui si traversa verso destra fino a raggiungere un rovescio per la destra. La sinistra viene proiettata poco più sopra dentro comoda presa e rilanciata poco più in alto verso una fessura verticale. Rinviare. Qui il passo chiave della via: Sulla destra è presente una lametta nascosta che ci consente di spostare entrambi i piedi sulla parete di destra ritrovandoci così in posizione quasi orizzontale. Da qui si accoppiano le mani e si spalla cercando di raggiungere la presa evidenziata dalla congiunzione della roccia con il tettino soprastante. Sormontare quest’ultimo è abbastanza semplice in quanto sempre ben appigliato, l’unica difficoltà, da qui in poi, sta nel conservare abbastanza energie per raggiungere la catena, in quanto ci aspettano altri 5-6 metri di strapiombo bello bucato. Nel complesso la via la si risolve con un singolo a metà strapiombo, per il resto è tutta resistenza.

Rantanplan 6b / 15m

La prima metà della via è di facile lettura caratterizzata da un susseguirsi di passaggi obbligati su piccole tacchette e piccoli piedi. La parete è prevalentemente verticale con qualche passaggio più appoggiato. Il passo chiave si trova subito prima della catena (non visibile dal basso ma, come facilmente intuibile, non lontana dall’ultimo spit osservabile) è propro qui che la posizione dello spit e qualche piccola presa potrebbe ingannevolmente portare verso destra aumnetandone la difficoltà. A sinistra, invece, è presente una “scaletta” che termina in prossimità dello spit. Bella via, soprattutto per chi ama le tacche, non troppo fisica e capace di regalare qualche soddisfazione.

Marta su “Rantanplan”, 6b.

Gepuntz G… G… 6c+ / 15m

Linea molto elegante, tutta di continuità su placca con pochi punti per riposarsi. Già dai primi movimenti si capisce subito quale sarà lo stile di arrampicata: d’equilibrio su piccole tacche. Si parte traversando leggermente a destra con movimenti delicati fino ad un piccolo terrazzino dove riposare. Qui il passo chiave della via: alzarsi bene sulla destra e poi traversare in orizzontale a sinistra abbassandosi leggermente aiutandosi con la piccola tacca centrale. L’obiettivo è raggiungere la lametta verticale di sinistra. Afferrata la lama altri due passaggi portano sotto la pancia posta a tre quarti di tiro. Da qui sale una lama, ben visibile ma abbastanza scomoda, che obliqua da destra a sinistra. la si percorre quasi in tutta la sua lunghezza fino a raggiungere il terrazzino posto sotto la catena. Quest’ultimo tratto è un pò fisico, ricordarsi di riposare bene una volta terminata la placca.

Simone su “Gepuntz G… G…”, 6c+.

Goas Fuas 6c+ / 15m

Anocketepockete 6c / 15m

Anna 6b+ / 14m

Skorbut 6c / 14m

Vini Vidi Vici 7b / 14m

Quo Vadis 7b / 14m

Hauenstein – Settore A

La falesia di Siusi allo Scillar è una perla incastonata nel bosco ai piedi dell’omonimo massiccio. E’ divisa in 3 settori con vie sia per principianti che per arrampicatori più esperti. Il settore A, esposto a nord/est, è il più facile dei tre, con gradi contenuti e chiodatura sempre ottima. La roccia è dolomia, estremamente compatta.

Klein Meise 4 / 10m

Karol 5a / 10m

Thekla 4 / 12m

Hofnarr 5c / 14m

La via si presenta prevalentemente appoggiata fino agli ultimi passaggi dove si deve sorpassare una piccola pancia prima di arrivare in catena. Il primo tratto ospita una sezione leggermente delicata per via dei piedi scivolosi e delle prese per le mani non ottimali. Nel complesso poi la linea ospita molteplici buchi per le mani mentre i piedi scarseggiano solamente sul passaggio finale. La via è ben protetta e pefetta come riscaldamento.

Simone su “Hofnarr”, 5c

Dämmerung 5b / 14m

Similemente alla precedente, le prese per le mani sono sempre buone e i piedi scarseggiano solo nella parte finale per passare la buombatura. Chiodatura molto buona come su tutta la parete e regala una bella visuale della valle una volta arrivati in cima.

Stehegereif 5a / 14m

Via con buone prese dall’inizio alla fine. Parte verticale fino al primo spit per poi continuare appoggiata fino in catena.

Martina, a sinistra, su “Dämmerung”, 5b. Marta, a destra, su “Stehegereif”, 5a.

Assl’s Fluch 5b / 14m

La via si presta bene ad un riscaldamento meno fisico, infatti, rispetto alle precedenti, il percorso è tutto appoggiato con buone prese per mani e piedi. Tuttavia alcuni passaggi richedono un po’ di flessibilità e qualche allungamento in cui qualche centimetro in più può fa sicuramente la differenza.

Klessydra 5a / 14m

Via con buone prese, un pò più lunga rispetto alle precedenti e sempre ben appigliata. La spittatura, forse un pò esagerata ad ogni metro, la rende ideale per bambini e pricipianti. Unico passaggio delicato nella parte finale in allungo per spostarsi verso destra dove è presente la catena.

Marta su “Klessydra”, 5a.

Ute kant’s 4 / 14m

Tukksack 6a / 13m

Ciccio 5c+ / 13m

Nerky 6a / 13m

Pelagia 6a+ / 15m

Die Leschte 6b / 15m

Simone 6a+ / 15m

Flotter 3er 6a+ / 15m

Psipsina 6a+ / 15m

Piste dei Dinosauri – Settore C

Il settore C presenta una tipologia di arrampicata meno strapiombante e più in placca rispetto ai precedenti. E’ il più soleggiato di tutta la falesia e si arrampica anche nei periodi invernali senza patire troppo il freddo, a patto che ci sia un po’ di sole. Il blocco staccato sulla sinistra offre un’arrampicata di tipo plaisir dove la dificoltà più grande è superare il piccolo tetto che sta alla base delle vie. La parte destra del settore, invece, si sviluppa su grandiose placconate poco appigliate e leggermente strapiombanti con gradi abbastanza proibitivi.

Facile per Piera 6a+ / 16m

Cric 6a+ / 16m

Croc 5c / 16m

La Poiana 4c / 16m

La via più facile di tutta la falesia, un ottimo modo per prendere confidenza con la roccia presente. La via segue la logica linea definita dalla crepa gialla che taglia la parete verticalmente, da affrontare climber sulla sinistra e spit sulla destra della fessura. La parte iniziale non presenta grandi difficoltà e si sale agevolmente fino che la parete non acquista una certa verticalità. Qui è importante tenere i piedi belli alti per giungere con le mani alle prese migliori e superare il terrazzino sopra il quale è posta la catena.

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La fessura sulla quale sale La Poiana, 4c.

Il Ghiro ? / 18m

Amici Miei 7c / 18m

Firoi di Zucca 7b / 18m

Il volo di Alba 6b+ / 20m

Linea particolarmente ostica per via della sua continuità. I primi 5 metri, sprotetti seppur facili, superano una serie di roccette che fungono da preambolo per la via. I successivi metri sono leggermente strapiombanti su piccole prese sempre taglienti e di conseguenza poco confortevoli. Si inizia con una fessura obliqua da navigare da sinistra a destra fino ad alzarsi abbastanza per giungere lo scomodo rovescio in alto per la mano destra. Un’adeguata postura corporea aiuta non poco a limitare gli sforzi per la spallata sucessiva. Subito sopra il rovescio c’è un bidito con il giusto spazio per 2 dita della mano sinistra. La mano destra va a quindi a cercare quel poco che offre la roccia giusto per mantenersi col corpo attaccato a parete, mentre la sinistra completa la serie di movimenti alla fessura soprastante. Dopo la rinviata ed il dovuto, seppur breve, riposo, si riparte stando abbastanza bassi, si traversa leggermente verso destra e si rimonta verticalmente, in delicato equilibrio, la pancia. Da qui la via continua severa in placca fino alla catena senza mai sgradare nè consentire alcun riposo. I movimenti sono sempre di equilibrio su piccole tacche ed è difficile riuscire a mettere bene i piedi per via dei numerosi cambi di pendenza. Gli ultimi metri per giungere alla catena, seppur facili, presentano roccia instabile e un po’ di vegetazione: prestare massima attenzione soprattutto a chi fa sicura.

Nonna Ida 6a+ / 20m

A parte il primo tratto che richiede una certa atleticità nel rimontare il tettino iniziale, la via si sviluppa principalmente su placca magnifica, solida e compatta. Si parte su roccette facili ma diversamente stabili fin sotto il tetto dove la qualità della roccia migliora sensibilemente. Qui una pronunciata fessura ci guida verso il comodo svaso successivo, da tenere decisi per alzarsi bene con i piedi e sormontare l’asperità. La placca si palesa ora in tutto il suo splendore. Delicato è propio il primo movimento per rimettersi in “asse” con la linea degli spit, in aderenza su tacchette appena pronunciate. La via prosegue un pò più facile per qualche metro fino a sgradare completamente nel finale attraverso una serie di comodi, ma sporchi, terrazzini.

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Nonna Ida, 6a+. Particolare del tetto in partenza.

Vecio Beco 6a+ / 18m

Bay Blade 5c+ / 18m

Cola Grant – Settore Destro

Il settore destro presenta roccia particolarmente precaria, molto pericolosa a tratti, soprattutto quando la corda, nella discesa, “sfrega” sugli instabili massi soprastanti. La chiodatura di questa fascia rocciosa è stata una scommessa alquanto audace, ed ancora più audaci sono coloro che decidono di avventurarsi (almeno per quanto riguarda i gradi medio-bassi). Le vie centrali sembrano invece essere ben ripulite, ma ospitano tiri alquanto proibitivi.

Konig M. 6a / 21m

Un enorme pianta di fichi alla base ne sancisce la partenza. Il tratto più impegnativo sono i primi metri di boulder per uscire sul terrazzino soprastante. Da qui parte un bellissimo diedro in stile alpinistico, con mani in fessura, che prosegue per una ventina di metri fino alla catena. Ad interrompere la continuità della progressione è presente un’altra, abbastanza fastidiosa, pianta di fichi, nella quale è necessario entrarci completamente per superarla. Alla fine dei conti la via merita, nonostante il continuo senso di instabilità dato dalla roccia non ottima.

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Konig M. Plus 7a+ / 26m

Besenello sempre in festa 7a / 21m

Besenello sempre in festa Plus 8a / 27m

Globe Runner 8a+ / 27m

12 Settembre 8a / 27m

Il sorpasso 8a+ / 28m

La prosperosa 8a+ / 32m

Animale Tropicale 8a+ / 32m

BR1 8b / 32m

La Fiesta dell’Acaro 8a+ / 32m

N.N. ? / 33m

Andrea 6a / 24m

La via non offre particolari difficoltà, se non nei primi metri quando è più verticale. Prosegue poi in un lungo camino da affrontare sull’appoggiata parete di destra. Solo negli ultimi metri ristabilisce la verticalità, quando si cambia versante e si arriva in catena. La catena è su cordone e ghiera vecchi, controllate bene lo stato prima di calarsi.

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Andrea Plus 7b / 30m

E i sgombri 6b / 25m

Votantonio la trippa 6b+ / 25m

Grandi Grosi e Balosi 6c / 27m

Fantozzi Life 7c+ / 28m

Operai 7b+ / 27m

Chiodo schiaccia chiodo 7b / 26m

Oro bel moro 7a / 26m

We love Tanaceto 6a+ / 20m

Campore

La falesia di Campore è una piccola perla situata sotto l’abitato di Cerna nel comune di Sant’Anna d’Alfaedo, sui monti Lessini, chiodata per la prima volta negli anni ’90. Il suo calcare, grigio e giallo, si presta bene alla carsificazione, offrendo ai fortunati climber che hanno il piacere di frequentarla, un’arrampicata molto varia, che spazia dalla placca su tacche allo strapiombo su solide canne. La roccia è uno splendore, sempre solida e compatta, ruvida e mai usurata, ridona il piacere dell’arrampicata a chi, per necessità, frequenta spesso falesie troppo conosciute e frequentate. Una singolare particolarità di questa falesia è che al suo interno, proprio dietro le linee delle vie, si snoda una grotta della lunghezza di circa 20 metri, che taglia trasversalmente il lato destro della parete. Questa conformazione naturale, dal notevole fascino geologico, pullula di stalattiti e stalagmiti e qualcuna delle sue cavità può essere osservata anche attraverso gli innumerevoli anfratti che tappezzano la parete, lungo i quali sono state disegnate molte vie.

 

Qui fa caldo, parecchio. Ce ne accorgiamo appena arrivati, è esposta completamente a Sud (Ottima per l’inverno), senza troppi alberi che ombreggiano la base della parete, ed il sole di Aprile che batte, ci costringe immediatamente alle maniche corte. Un altra cosa che ci affascina fin da subito è la lunghezza delle vie, tutte intorno ai 25 metri, a parte qualche vecchia via poco battuta sulla destra. In tutto la falesia ospita 26 itinerari compresi tra il 5c ed il 7a+, ottima per chi sguazza sul 6° grado. Di seguito il dettaglio di alcune vie (da sinistra a destra):

Motopico 5c / 25m

S.N. 6c / 25m

Titti 6a / 25m

S.N. 6c / 25m

La Ruspia 6b / 25m

Ocibei 6a / 25m

Mister Day 6a / 25m

Trapanspit 6a+ / 25m

Trapanspit è una via davvero elegante, ci è piaciuta parecchio. Non c’è uno spit sopra l’altro sulla verticale, ma ondeggiano prima verso destra e poi tornano verso sinistra sopra il tettino a metà parete, seguendo la linea più logica che offre la roccia. La parte inferiore del tiro è abbastanza semplice ed il grado lo fa il tetto stesso. Qui, alla base, c’è un comodissimo resting per prepararsi mentalmente alla sequenza di passaggi successiva. Senza pensarci troppo ci si alza bene con i piedi leggermente in spaccata, per raggiungere, a destra, un rovescio da tenere quel poco giusto per accoppiare i piedi sulla paretina di destra, raggiungere la presa più in alto e rimontare. Da qui in poi si gioca un pò con l’equilibrio, movimenti brevi e accorti permettono una lenta, ma efficace, progressione su listelli verso la catena.

 

Sole nascente 6a+ / 25m

Sole nascente parte subito a destra di Trapanspit e sembra essere la sua fotocopia. Stessa geometria oscillatoria, stesso tipo di arrampicata, stesse asperità, stesso fascino ed eleganza. Qui la partenza è leggermente delicata, con una prima rinviata non troppo comoda. Prosegue tranquilla fin sotto al tetto dove, a differenza della linea precedente, non c’è resting e va affrontato di getto. Le prese sono decisamente meno marcate e si lavora molto a livello di dita, con svasi leggermente stondati. Anche qui la catena la si raggiunge al termine di un leggero tratto in placca, in bilico su minute tacchette.

Luisa 6a+ / 25m

Sboro bisso 6b / 25m

Domenica delle palme 5c / 25m

Prima via della giornata per scaldarsi. Linea che parte senza troppe pretese, placca compatta e molto piacevole, con crepe che ricordano tanto quelle di Arco e della zona del Garda. Dalla metà in su inizia leggermente a strapiombare e le prese sono sempre meno visibili e più ricercate. Negli ultimi metri la chiodatura è leggermente distante rispetto allo standard della falesia. Questo, aggiunto alla continuità offerta dalla metà superiore del tiro, suggerisce un grado leggermente superiore alla via. Sarà stato il clima troppo caldo, a cui non eravamo minimamente abituati, ma abbiamo trovato questo tiro particolarmente ostico, fisicamente e mentalmente.

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Partenza (un po erbosa) di Domenica delle palme (5c)

L’ora del vampiro 6c / 25m

Nomolock 6c+ / 25m

Lodvik 6c+ / 25m

Sottovuotospinto 6b+ / 25m

Questo tiro ci ha letteralmente stregati, molto bella la linea che attacca il tetto a tre quarti parete, nel suo punto più debole con uno stupendo, e abbastanza lungo, traverso obliquo (da sinistra verso destra), fino alla sommità della falesia. Partenza non banale, su calcare giallo tappezzato dalle aperture che danno sulla grotta interna. Una di queste, in particolare, rende l’idea della sua profondità e spettacolarità. L’eco delle goccie d’acqua che ricadono dalle satlattiti sulle stalagmiti, ed il rumore della fauna che si è adattata a vivere nell’oscurità, vengono amplificati da questa particolare cavità, ed il suono che giunge alle nostre orecchie, mentre arrampichiamo, è semplicemente magico. Dopo una decina di metri si giunge sotto il tetto, che dal sotto pare severo, ma che in realtà si lascia salire, a suo modo. Da qui parte l’infinito traverso esposto verso destra, con un simpatico rovescio iniziale da tenere basso con la mano destra. I piedi si alzano più che possono in spaccata, al limite della mia apertura gambale in realtà, e la mano sistra va alla ricerca di una tacchetta grande abbastanza da riuscire a tenerla quel tanto da portare la mano destra a livello, su un rovescio abbastanza nascosto, di non facile lettura.
Riportati i piedi in una posizione più consona, ci si sposta verso destra, su un mix di prese più o meno comode, più o meno friendly, più o meno scavate. Verso la fine del traverso, in uscita, gli avambracci iniziano a cedere, mancano pochi metri, ma la catena è sempre nascosta e non si vede fino a quando non si arriva, urge riposare. In realtà qualche punto di resting lungo il traverso c’è, ma non è sempre facile rimanere calmi e lucidi mentalmente, da generare la situazione giusta per scaricare la fatica.
L’uscita è quella tipica di tutte le linee della falesia, placconata intervallata di tanto in tanto da tacche scavate, accennate, bombate, sempre più o meno. Bella, niente da aggiungere, complimenti a chi la ha immaginata e realizzata.

 

Cernabil 6c / 25m

Culi e catene 7a+ / 25m

Vecchia volpe 6b / 25m

Heinz 5c / 25m

Andre 6a+ / 25m

Primo figlio 6a / 25m

Acinaticus 5b / 20m
5b… L’unico della falesia, nonché il grado più facile presente sulla guida alla base della parete. Già guardandolo dal basso si capisce che qualcosa non va, la parte iniziale infatti presenta, dopo alcuni metri, un tetto da oltrepassare. Si sale tranquillamente fino al di sotto di esso , ma poi tra vegetazione, terriccio e prese appena accennate, ci si accorge che lo sforzo per oltrepassarlo non è poi cosi banale. Tenere la tacca soprastante e sbracciare per rimontarlo richiede forza e decisione. Poi l’ arrampicata inizia a farsi più divertente su roccia molto più compatta, con buoni piedi e buone mani. Purtroppo il tiro non è molto pulito al momento, presenta qualche rovo ed alcuna vegetazione sparsa qua e la. Per il passaggio iniziale fisico e l’arrampicata comunque sempre sostenuta per tutta la sua lunghezza, circa 20 metri, questa via merita sicuramente un grado leggermente più alto.

Descanta bauchi 5c / 20m

S.N. 5c / 20m

Miriam 5c / 20m

Massi di Prabi

I massi di Prabi sono un insieme di blocchi calcarei posti alle pendici orientali del Monte Colodri, alla base della omonima via ferrata. Qui, sui massi più importanti, sono stati tracciati diversi itinerari medio-facili di breve lunghezza ma di intensità sostenuta, contornati da numerose linee di boulder sui sassi più minuti. La roccia, sempre compatta anche se a tratti leggermente usurata, e l’ambiente molto soleggiato e panoramico sulla valle del sarca, ne fanno un luogo di relax e di arrampicata plaisir. Ad nord est si innalza il Colodri e, in particolare, l’inconfondibile pilastro Zanzara, mentre più a sud la Rupe Secca, ultimo baluardo prima del castello di Arco. I due massi principali (A e B) hanno una altezza che varia dai 12 e i 15 metri, mentre i massi minori (dall’ 1 all’ 11) variano dai 6 ai 10 metri.

Masso 1:

Il primo masso è ubicato subito a lato della capanna degli alpini e ospita due brevi tiri ben protetti ed appigliati, un 5a ed un 5b.

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Passaggio di 5b sul masso 1.

Masso 2:

Il secondo masso è completamente appoggiato ed intervallato da profonde scanalature, dedicato soprattutto ai corsi roccia per bambini presenta 3 itinerari di 4a e 3 itinerari di 4b. Purtoroppo, proprio a causa di questa peculiarità, è abbastanza unto, ma pur sempre frequentabile.

Masso 4:

Il masso 4 è breve, ma particolarmente intenso. Il 6a+ posto a destra presenta un arrampicata estremamente continua ed un uscita per niente banale. Più a sinistra è chiodato un 6b+ dello stesso calibro.

Masso 7:

Il masso 7 è probabilmente il più soleggiato. Posto nel punto più alto della piccola falesia, lontano dalle chiome sottostanti, offre un ampia vista della vallata. I due 5b posti rispettivamente alla sinistra e alla destra dell’albero a metà parete presentano movimenti di equilibrio su placca leggermente appoggiata. I due 6b sulla destra hanno invece partenze abbastanza severe e delicate, sempre alla ricerca delle tacche migliori per le dita. Le parti superiori, più facili, richiedono ad ogni modo di non essere sottovalutate.

Masso 8:

Il masso 8 è situato alla destra del precedente, leggermente più in basso. Qui sono presenti 2 facili e ben appigliati 3c.

Masso 10:

Il masso 10 è uno dei più ombreggiati, esposto a nord prende il sole solo le prime ore del mattino. Al centro ospita 2 vie facili, molto ben appigliate, un 4b ed un 5a. Sullo spigolo invece sale un 5b+ dalla linea molto bella e ricercata, con partenza boulderosa ed uscita molto svasata.

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Il masso 10, con il castello di Arco sullo sfondo.

Masso A:

Il masso A presenta 10 itinerari, dal 4a al 7a. L’arrampicata è in generale su roccia molto buona, compatta e poco usurata per le vie di grado medio-basso, mentre i 7a risentono di più il tempo per quanto riguarda le prese sui passaggi chiave. Molto bella è la via “Strane idee“, un 6b che sale centrale alla parete, leggermente strapiombante nella parte superiore, ma che offre una arrampicata sempre divertente e che si lascia studiare volentieri tra buoni resting.

Masso B:

Il masso è posto in alto, proprio ai piedi del Colodri, l’arrampicata è prevalentemente su placca, a meno delle vie più defilate verso sinistra, dove la componente boulderistica la fa da padrona. I gradi qui vanno dal 5a al 7c.

Nel complesso i massi di Prabi offrono un bell’ambiente, soprattutto per famiglie con bambini. Non per ultima, la possibilità di mettere praticamente sempre la corda dall’alto rende l’arrampicata da primo meno stressante per chi è alle prime armi. La vicinanza con il paese di Arco ed i suoi negozi, rende il post attività ancora più interessante.

Finestron – Settore Alto

Mangiafuoco 5a / 12m

Bella linea di riscaldamento, un pò sporca per via della poca frequenza, ma nel complesso divertente. La parte inferiore si snoda su un muretto verticale e leggermente appoggiato, con un masso laterale a sinistra che da supporto alla salita. La parte superiore, invece, rimonta atleticamente un piccolo tetto, dopo del quale la via si conclude.

La Fata 5b / 12m

Pinocchio 5c / 12m

Toro Loco 5b / 8m

La partenza fa il grado della via. Le prese migliori seguono la logica della via a sinistra dei primi spit. Dopo il secondo spit un bellissimo traverso verso destra su pronunciata bombè obbliga a cambiare il senso di salita. Da qui si sale su facile gradonata fino all’anello di catena.

Toro Lochissimo 7b / 12m

Pizza Baby 4a / 8m

Via facile e senza troppe difficoltà dalla linea obliqua da sinistra a destra. Si sale a scaletta fino a quando si incontra , a 3/4 del percorso, l’unico passaggio che richiede attenzione: un passo lungo con la gamba destra e si arriva ad un terrazzino erboso. Da qui è fatta: in 3 passaggi si è in catena.

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Pink 5c / 8m

Arrampicata corta ma intensa. I primi 4 metri seguono un traverso da sinistra a destra leggermente strapiombante, ma sempre su buone lame. Solo in uscita dal muretto giallo è richiesta un pò di forza e di equlibrio per rimontare in seguito il terrazzino soprastante. Da qui la via prosegue verso la catena di destra obliquando su placca fessurata senza particolari difficoltà.

Pink 2° Catena 6b? / 4m

Dopo la catena di Pink sono presenti altri 3 spit sull’enorme tetto soprasante, con catena che penzola nel mezzo di esso. Il primo spit è decisamente recente, mentre gli altri 2, molto ravvicinati, sono più datati. L’arrampicata è un susseguirsi di 3 maniglioni, il primo dritto, il secondo rovescio ed il terzo di nuovo dritto, La difficoltà maggiore è data dalla gravità, ma con una serie di incastri si giunge senza troppa fatica in catena.

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Pink 2° Catena – Dettaglio del tetto.

Makkia Style 4b / 7m

Floyd 5b / 7m

Il giardino degli zombie 8a / 18m

Lombrico Felice 6a / 7m

Via corta ma estremamente elegante e divertente su roccia fratturata orizzontalmente. La partenza è molto boulderosa, ma sempre su buone prese, ed obbliga il superamento di un piccolo tettino. Rimanendo con i piedi sulla sinistra, l’ascesa risulta più semplice, ma per non snaturare troppo la via il consiglio è quello di salirla verticalmente, tallonando con il piede sinistro sull’appiglio che sporge a metà tetto. Superata questa difficoltà un comodo terrazzino invita a riposo. Qui la roccia spinge un pò verso l’esterno, ma gli appigli consentono un buon resting qualora necessario. Da qui in poi gli appigli sono un pò meno marcati ma sempre presenti fino in catena. Il tetto iniziale può risultare ostico per chi non è dotato di lunghe leve.

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Roof 7a+ / 12m

Sistema Solare 6a / 10m

Zen 7b+ / 15m

Ladri di polli ? / 10m

Blue Moon 5b / 8m

Molini – settore SX

Sextime 5a+ / 12m

Facile via di riscaldamento senza troppe pretese, con prese abbondanti.

Zawinol 7a / 5m

Gelbe Nase 5a / 8m

Ciccio 6a / 8m

Cicciolina 5a / 8m

Pornostar 6c / 10m

Communion e Libertà 7a / 10m

Avanzi 5c / 11m

Buona via di riscaldamento che sale la placca destra di un marcato dietro. Prese sempre comode ed abbondanti, il grado lo da la lieve pendenza negativa.

S. Pool 6b / 12m

Links-rechts 6a+ / 15m

Alcune guide lo danno 6b+, ma decisamente 6a+ è il grado giusto. Arrampicata di equilibrio su tacche abbastanza comode da tenere e con buon attrito. Passaggio chiave a metà via, superabile senza troppi grattacapi.

Gracias Fidel 6b / 14m

Liza 5a+ / 12m

Superissimi 6a+ / 14m

Cimbalis Bauch 6b / 13m

LMAA 6b / 11m

Via che si risolve nei primi 3-4 metri. Sovrastare il boulder iniziale non è banale, richiede molto controllo del baricentro su prese orientate in maniera non ottimale ed un pò usurate. Qua bisogna svuotare la testa dai pensieri e prefissarsi come obiettivo il raggiungimento della comoda crepa a metà parete dove è possibile rifiatare. Rinviare prima è un optional…

La Pupa 5c / 11m

Bionda 5c+ / 10m

Bolero 6a+ / 10m

Die Ploderer 6b / 10m

Bellissima linea di difficoltà continua con piccolo resting dopo il primo passo boulderoso.  Il tetto iniziale è da passare con movimenti delicati e decisi, qui lo spostamento del baricentro è essenziale per non lavorare troppo di braccia. Le prese sono ben scavate anche se leggermente storte rispetto alla verticalità della via. Superato il tetto si apre una stupenda placca d’equilibrio. Qui il corpo danza da destra a sinistra e da sinistra a destra alla costante ricerca di stabilità. La roccia, infatti, strapiomba leggermente e le prese non sono ben scavate. La fine della via è rappresentata da un fantastico traverso verso destra su apparenti microtacche, che impegnano non poco il progredire verso la catena. Nascosta completamente a destra dietro un piccolo diedro che ne ostacola la vista, si trova una piccola maniglia che agevola il superamento della difficoltà.

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Die Ploderer 6b

Lilly Lady 5a / 13m

Schmorn 5c / 10m

Via corta ma molto divertente, su roccia purtroppo non sempre stabile. La salita inizia con un semplice diedro che porta ad un terrazzino dove inizia l’unica difficoltà. Una lama gialla permette di fare opposizione e alzarsi di quanto basta per afferrare la comoda presa in alto a sinistra.

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Schmorm 5c

Schlecker Wecker 6a / 8m

Sogni di Skrondo 6a / 9m

Linea leggermente strapiombante sul tratto iniziale. La velocità qui è fondamentale in quanto le prese sono solo leggermente accennate e non consentono troppo tempo ai pensieri. Superato questa difficoltà si giunge comodamente in catena.

Napalm 6a+ / 8m

Un traverso molto ricercato a metà via rende questo itinerario veramente interessante. Come il suo simile di sinistra spinge all’infuori per i primi metri. La differenza è che la salita è accompagnata sulla destra da una stranissima bombè verticale che si tramuterà in crepa solo quando la via si è allontanata da tempo verso sinistra. Con buona aderenza sulla mano si salgono i primi 3 metri e quando l’esposizione aumenta leggermente è ora di traversare. Con la mano sinistra si prende la piccola tacca lievemente levigata, si alzano i piedi e si accoppia la mano destra per raggiungere con la sinistra un comodo terrazzino che consente spittaggio e resting. Qui la via si fa più rilassante fino in catena.

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Napalm 6a+

 

Flipper 6a / 8m

Das erste mal 5a / 8m

Cartoon Network

Pippi Calzelunghe 5b / 10m

Gatto Silvestro 5b / 10m

Baloo 5a / 10m

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Il cane pufoente 5a / 10m

Alice nel paese delle meraviglie 5b / 10m

Senza nome 4c / 10m

Goku 5b / 10m

Ghostbusters 5b / 10m

Senza Nome 5c / 11m

Il Mangiafuoco 6a / 11m

A vederla dal basso si vede subito dove sarà la difficoltà maggiore, un muretto grigio completamente liscio subito sopra la metà della via. La guardi e ti chiedi come sia possibile non scivolare, dove sono gli appigli, ma basta salire per scoprirlo. Il primo tratto non presenta nessuna difficoltà sostanziale e comodi buchi ci accompagnano ad una bellissima e lunga crepa che scorre in obliquo a metà lunghezza. Qui la tentazione di seguirla per guadagnare quota è tanta, ma il tiro si sviluppa in verticale e il passaggio chiave inizia proprio a questo punto. Il tratto è assai atletico, mi alzo il più possibile con le gambe su una rientranza subito sopra la crepa, anulare e medio sul bidito in placca, mano destra su una lista poco marcata. Sono in equilibrio totale. Alzo il piede sinistro sulla placca, mannaggia se è liscio, carico il più possibile sulla punta per portare il destro in semispaccata sino a giungere ad un evidente appoggio obliquo, ci sono, allungo il braccio destro nella rientranza e rinvio. Emozionante. Da qui la vi prosegue come è iniziata, buchetti accompagnano la scalata alla catena, senza troppe difficoltà.

Il Mangiafuoco easy 5b / 11m

Sailor Moon 5c / 11m

Divertente ascesa con singolo a metà in aderenza.

Biker Mice 5a / 11m

Il mistero della pietra azzurra 5b / 12m

Alfred 5c / 12m

Yosemite Sam 5c / 13m

Alvin Superstar 6a / 13m

Bellissima via su placca con passaggio intermedio non proprio banale. La partenza è un pò da capire, di equilibrio su piccole scaglie, movimenti lenti e precisi fino al secondo spit. Qui inizia la placca chiave della via. Ovunque tu guardi vedi liscio. Sopra la testa, in alto, si scorgono due buchi invitanti. Ci sono due appoggi ai quali dare affidamento, una specie di rovescio da prendere con la destra e una tacca a sinistra. Qui l’equilibrio gioca un ruolo decisivo, aggancio il rovescio il più saldamente possibile e col il pollice sinistro faccio opposizione sulla tacca in basso, alzo i piedi quel che basta, fidandomi della tenuta delle scarpette, per allungarmi agli evidenti buchi soprstanti. Spettacolo. Il grado della via è tutto qui, sospiro liberatorio e via fino alla catena su facili maniglioni. Il passaggio chiave può anche essere superato mantenendosi di molto sulla sinistra della linea della via e poi traversando verso destra, ma un approccio più diretto è senz’altro più appagante. Attenzione allo spittaggio lungo sul passaggio chiave!

Scooby Doo 5b / 13m

Mini4wd 5b / 14m

Catena di Andromeda 5c-6a / 14m