Settimana particolarmente brutta e piovosa ed anche il sabato non ha regalato che nubi, chissà se c’è qualcosa di asciutto da qualche parte… Per sicurezza e non rischiare di fare un viaggio a vuoto optiamo domenica per qualcosa di corto e sportivo così che nell’evenienza che non si riesca a proseguire ci si cala. Ci dirigiamo dunque pieni di speranze al monte Colt per affrontare la via “X-Files”.
Il primo tiro è molto bello e segue l’evidente fessura leggermente strapiombante che obliqua verso sinistra. I primi metri si vincono attraverso passi decisi ma su prese sempre decenti che consentono di guadagnare terreno ed entrare nel diedro fessurato che caratterizza questa lunghezza. Qui l’arrampicata è molto piacevole con i piedi che si muovono lungo gli appoggi delle pareti laterali e le mani che corrono nella fessura con buone prese. Terminato il diedro si rimonta un piccolo pulpito dove la parete si apre e la linea si verticalizza. Si vince quindi un secondo diedro, più breve e delicato, dal quale si esce sulla destra per raggiungere la terrazzina di sosta. Tiro sulla guida a nostra disposizione gradato 6b+, probabilmente dovuto al boulderino iniziale, ma oltre questo si arrampica sempre almeno mezzo grado in meno. 30m, 6b+.

La seconda lunghezza riparte lungo fascia rocciosa molto delicata e particolarmente instabile. Dalla sosta si procede in verticale giusto un paio di metri per poi iniziare un breve traverso verso destra fino alla verticale di un evidente diedro fessurato. Qui la roccia migliora sensibilmente e l’arrampicata prosegue lungo placchetta che collide direttamente con il diedro. Questo è molto bello ed inizia con passo atletico ma su prese buone. Si continua sfruttando la bella fessura che lo fende e consente di arrampicare a gambe aperte con i piedi che poggiano lungo le pareti laterali. Il diedro termina su piccolo terrazzino dove si sosta agevolmente. 25m, 6a.

Il terzo tiro è molto fisico e strapiombante ed ospita, a nostro parere, i passi chiave della via. La parte iniziale si svolge su bella placchetta compatta che si vince senza difficoltà rilevanti. In breve si raggiunge la fascia strapiombante con passo iniziale molto boulderoso e di difficile interpretazione: si sfruttano le roccette a sinistra della placchetta che consentono di azarsi e raggiungere con le mani le scomode prese sopra il tettino che si tengono quanto possibile per spallare ed arrivare ad una buona presa sulla destra poco sopra al fix. Da qui la linea si sposta verso sinistra passando attraverso le naturali aperture tra gli strapiombetti che ospitano prese decenti ma che mettono a dura prova la resistenza. Si giunge quindi su di una breve placchetta con uscita delicata per via del cornicione superiore molto svaso. Oltre questa è presente la cengia di sosta. 25m, 6b.

La quarta ed ultima lunghezza affronta il tetto soprastante la sosta aggirandolo sulla destra dove un breve diedrino permette di vincerlo. Per raggiungerlo è però necessario salire prima una breve placchetta appoggiata senza difficoltà rilevanti. Raggiunto il diedrino lo si segue per poi traversare verso sinistra e rimontare al di sopra del tetto attraverso passo strano ma di soddisfazione. Inizia ora una bella placchetta che collide con diedro fessurato e che si segue fino ad un secondo tettino questa volta più minuto. Il movimento per superarlo non è comunque banale ed è necessaria una scalata in dulfer lungo la fessura di sinistra. Al termine delle difficoltà la parete si appoggia ed in breve si raggiunge il culmine della fascia rocciosa dove si sosta. 35m, 6b.

Bella linea seppur breve. L’arrampicata si svolge su roccia quasi sempre buona, tranne il tratto iniziale del secondo tiro, e la chiodatura è corretta, non necessita di integrazione alcuna. La difficoltà maggiori si incontrano nel terzo tiro dove l’arrampicata è di continuità lungo strapiombetto. Passi interessanti e meritevoli sono cosparsi lungo tutto l’itinerario rendendo l’arrampicata sempre godibile.










