Katl

Ultima via dell’anno da incastonare tra i pranzi natalizi ed il cenone di capodanno. Si preannuncia una giornata calda e nonostante avessimo puntato ad una linea sulla “Placconata” abbiamo pensato che il grip oggi non sarebbe stato dei migliori. Ripieghiamo poco più a destra, all’estrema sinistra della parete di San Paolo, per salire la via “Katl”: gradi UUIA ma assolutamente sportiva.

Il primo tiro sale lungo i piccoli strapiombetti verticali rispetto al nome della via. I primi metri si svolgono però lungo muretto fessurato che antecede la fascia rocciosa principale. Superato questo tratto l’arrampicata diviene via via più atletica ma sempre piacevole visto che i grandi blocchi che compongono la parete ospitano belle e fonde fessure. Raggiunto il tettino più pronunciato lo si affronta leggermente sulla destra dove è più facile alzare i piedi per arrivare alle alte prese che consentono di balzare sul terrazzo soprastante. Si prosegue quindi, ora senza difficoltà, su muretto appoggiato ed in seguito su larga cengia che, attraverso evidente corridoio tra gli alberi, conduce alla sosta da attrezzare. 28m, VI-.

Simone lungo gli strapiombetti del primo tiro, VI-.

La seconda lunghezza segue la falsa riga di quella precedente: muretto iniziale seguito da blocchi leggermente strapiombanti. I primi metri si svolgono lungo bella placchetta compatta che si vince senza particolari difficoltà e che porta alla base degli strapiombetti. Come per il tiro precedente anche questi sono ben manigliati e salirli richiede solo un po’ di forza visto che le prese e gli appoggi ci sono tutti. Si giunge quindi ai piedi di una bella placchetta che si sviluppa verso sinistra e che conduce al muretto terminale prima di arrivare alla comoda terrazza di sosta. 30m, VI.

Enrico lungo gli strapiombetti della seconda lunghezza, VI.

Il terzo tiro è uno dei più belli dell’itinerario e si snoda lungo belle e solide placche attraverso arrampicata di movimento. Si inizia affrontando il canalino di destra rimanendone però all’esterno sia con mani che con piedi. Si preferisce ora la parete di destra dove la linea inizia ad obliquare raggiungendo le placconate principali. Un passo difficile da interpretare nell’immediato permette di raggiungere delle solide prese in alto sulla sinistra che permettono di rimontare un piccolo terrazzino. Con breve traverso verso destra si raggiunge un secondo terrazzino prima di tornare ancora una volta a sinistra su placca che si vince attraverso movimenti d’equilibrio. Le comode fessure terminali consentono di raggiungere agevolmente la sosta da attrezzare su arbusto poco prima del sentiero di discesa che passa a metà della via. 30m, VI+.

La linea del terzo tiro, VI+.

La quarta lunghezza è di trasferimento e non regala emozioni. Dalla sosta si oltrepassa il sentiero e si raggiunge, leggermente verso sinistra, la base della parete successiva. 12m, I.

Breve è il quinto tiro che traversa su roccia verso destra fino a giungere alla base di una paretina molto verticale. I primi metri si svolgono lungo breve pancia che si vince rimanendone all’estrema sinistra dove gli appoggi sono migliori. Superato il primo tratto la linea piega verso destra traversando per alcuni metri al di sopra del boschetto sottostante. L’arrampicata, complice l’inclinazione della parete, è semplice ed in breve tempo, disarrampicando leggermente lungo gli ultimi metri, si raggiunge la comoda cengia di sosta. 20m, V.

La pancia iniziale del quinto tiro, V.

La sesta lunghezza, anch’essa molto breve, vince il severo muretto verticale oltre la sosta attraverso arrampicata spesso in allungo per via delle prese obbligate che sono state con ogni probabilità scavate ad hoc al fine di poter superare in libera la parete. Si inizia rimontando il muretto iniziale sfruttando anche il pulpito di destra con i piedi. Raggiunto un terrazzino si prosegue ora in verticale lungo il muro principale dal quale si esce sulla sinistra seguendo le prese a parete. Si rimonta quindi lungo parete più appoggiata dove si sosta scomodamente. I passi più duri possono essere azzerati. 15m, VII o VI e A0.

Enrico sul passo chiave della sesta lunghezza, VII.

Il settimo ed ultimo tiro termina la parete attraverso arrampicata piacevole e a tratti atletica. Si procede lungo l’evidente diedro fessurato che porta a breve placchetta appoggiata. Al termine di questa si evita la fascia boschiva soprastante risalendo il muretto strapiombante di destra, sostenuto ma con buone prese. Si giunge quindi su di uno stretto terrazzino che si segue verso destra fino ad arrivare ad una paretina più aperta. Seguendo la linea di fix si obliqua ora verso destra lungo muro verticale dove le difficoltà diminuiscono mano a mano che si procede. In breve si giunge all’ultima sosta. 25m, VI.

Gli ultimi metri della via, VI.

Itinerario gradevole con ottimi spunti quà e là, peccato solo che l’esposizione è pressochè assente visti i numerosi terrazzini che spezzano la continuità. Bellissimo è il terzo tiro che corre lungo placconate con arrampicata di movimento. Le ottime protezioni rendono questa via decisamente sportiva: inutili dadi o friends.

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