Altra bella giornata, altra bella salita. Con il meteo favorevole ci dirigiamo anche questa volta in valle del Sarca a goderci il tepore del sole di metà dicembre. La sveglia è suonata presto questa mattina perchè la direzione è quella di Padaro, la prima fascia rocciosa a ricevere il buongiorno del sole in quel di Arco. La via? Esculapio.
Il primo tiro è abbastanza breve e sale un piccolo muretto fessurato che porta ad una coppia di comode terrazze. Si sale a destra della scritta blu che identifica la linea, oramai sbiadita e poco leggibile, seguendo l’evidente fessura che obliqua verso destra e dove solo un cordone alto protegge la progressione. Per il resto è necessario inserire qualche friend per garantirsi una salita sicura. Le difficoltà sono comunque limitate visto che la fessura è spesso generosa ed i piedi si spostano lungo buoni appoggi. Al termine della fessura si rimonta facilmente al di sopra del primo terrazzino dove ci si inizia a spostare verso sinistra per affrontare il muretto successivo dove lo sviluppo è minore e le prese più comode. Qui è anche possibile inserire un cordone in una clessidra per proteggere il passaggio. Rimontato anche il secondo terrazzino si sosta alla base del camino del tiro successivo. 20m, V+.

La seconda lunghezza si sviluppa all’interno di un grande camino, star indiscussa della via. L’arrampicata è principalmente ad incastro corporeo, visto l’esiguo spazio tra le pareti laterali, e nel complesso da ricercare ed interpretare dato che la natura tridimensionale della struttura rocciosa consente molteplici direzioni di salita, e non sta sicuramente a noi determinare quale sia quella più corretta. Si inizia con un passaggio in diedro che supera una coppia di cordoni e che permette di entrare nel camino. Qui, sfruttando bene le pareti laterali, si inizia a salire a piccoli passi in direzione di un cordone penzolante avendo cura di proteggersi a friend all’interno del camino. Raggiunto il cordone il camino si stringe e non passa molto tempo prima di essere costretti ad uscirne in favore della bella parete di sinistra che si segue per qualche metro prima del muretto finale. Mano a mano che si avanza le protezioni diventano più generose, attenzione solamente alla qualità dei blocchi staccati che si è costretti a tenere. Rimontato un comodo terrazzino si sosta. 32m, VI.

Il terzo tiro continua lungo il muretto compatto oltre la sosta solcato da evidente fessurina verticale che accompagna i primi metri di salita. Per raggiungerla ci si sposta verso destra a partire dalla sosta seguendo gli evidenti terrazzini rocciosi. Raggiunta la fessura la parete si verticalizza e l’arrampicata è più ricercata ed entusiasmante. Con le mani in fessura ed i piedi a spalmo sulle placche laterali si vincono le difficoltà del tiro che sono concentrate proprio lungo questi metri. Raggiunto un grosso cordone ci si sposta sulla placconata di sinistra, ricca di prese ed appoggi, che si segue per tutta la sua interezza attraverso arrampicata sempre piacevole e con difficoltà limitate. Dopo una serie di risalti rocciosi finali si giunge al terrazzino di sosta attrezzato con tronchetti alla base. 32m, VI-.

Molto bella è la quarta lunghezza che si sviluppa dapprima lungo fessura da proteggere a friend ed in seguito lungo muretto verticale più tecnico ma meglio protetto. I primi metri vincono un leggero strapiombetto che consente di uscire dal grottino di sosta e di approcciare al meglio la fessura successiva. Qui si arrampica rimanendo con i piedi sulla paretina di sinistra dove gli appoggi sono generosi. Mano a mano che si prosegue la parete si verticalizza e le difficoltà aumentano leggermente lasciando comunque la progressione perfettamente godibile. Al termine della fessura ci si sposta leggermente sulla sinistra per continuare lungo muro verticale seguedo le evidenti protezioni a parete che conducono al di sotto di un piccolo tettino. Qui la linea sterza verso sinistra con un bel traverso tecnico che ospita con ogni probabilità il passo più delicato del tiro. Gli appoggi per i piedi sono comunque buoni ed anche le mani navigano su appigli decenti e per giungere in sosta manca solo aggiungere un pizzico d’equilibrio. 30m, VI+.

Il quinto tiro è breve ma bello ed interessante. Risale la parete verticale a destra della sosta sfruttando l’accogliente fessura che la solca sul lato sinistro. Qui l’arrampicata è un po’ fisica vista la verticalità della parete ma le mani si muovono sempre lungo ottime prese ed i piedi hanno i loro onorevoli appoggi. I primi metri sono sprotetti ed è necessario integrare a friend per una progressione sicura. Terminata la prima parte della fessura si rimonta un comodo terrazzino dove si prosegue sulla parete di destra, anch’essa fessurata, con difficoltà minori. Superato anche questo muretto si traversa per qualche metro a destra su cengia raggiungendo così la sosta con albero alla base. 23m, VI.

La sesta lunghezza affronta una bellissima placconata appoggiata e caratterizzata da fondi ed accoglienti buchi e fessure su tutta la superficie. Solo i primi metri iniziali presentano qualche difficoltà in più in quanto è necessario seguire un piccolo traverso verso destra con i piedi in aderenza. Da qui in poi la linea sale in obliquo verso sinistra seguendo gli evidenti cordoni a parete che si susseguono fino alla sosta. L’arrampicata è estremamente plaisir e piacevole e termina al cospetto di un breve terrazzino dove un trio di cordoni invita a fermarsi per attrezzare la sosta. 42m, V.

Il settimo tiro, molto breve, termina la placca precedentemente salita affrontando gli ultimi risalti rocciosi che permettono di raggiungere il grande terrazzo poco sopra. L’arrampicata è sempre piacevole viste le generose prese a parete, attenzione solamente a quello che si tiene visto che gran parte delle roccette è mobile e staccata. Volendo è possibile concatenare questo tiro con il precedente con uno sviluppo totale di poco meno di 60 metri. Assicurarsi di avere corde lunghe a sufficenza e di allungare bene le protezioni. 14m, V-.

L’ottava lunghezza è di collegamento e consiste in un traverso boscoso verso destra sino alla sosta successiva. Le difficoltà sono assenti così come le protezioni se non fosse per un cordoncino poco prima della sosta. In ogni caso l’esposizione è nulla e la pericolosità pure. 18m, I.

Il nono ed ultimo tiro si destreggia attraverso i tettini che caratterizzano la paretina finale sempre alla ricerca della linea più semlice da salire. Si inizia traversando verso sinistra ed affrontando un facile ed appigliato muretto che conduce alla base di un tetto pronunciato. La distanza tra questo e la paretina sottostante per i piedi è poca il chè costringe ad una progressione rannicchiata per alcuni metri. Ritrovata la posizione eretta si supera un secondo muretto delicato e si entra in un evidente canale appoggiato che obliqua verso destra in direzione di un terrazzino alberato. Qui inizia il muro finale che ospita le difficoltà maggiori proprio lungo i primi metri, eventualmente azzerabili utilizzando le radici degli alberi tagliati come rialzo. Si continua quindi attraverso arrampicata più semplice su parete appoggiata e fessurata fino alla sosta finale poco prima di giungere alla boscaglia sommitale. Tiro un po’ tortuoso che può eventualmente essere spezzato al terrazzo alberato intermedio. In caso contrario ricordarsi di allungare le protezioni. 40m, VI.

Linea piacevole anche se a tratti discontinua soprattutto lungo i tiri superiori. Lo stampo è alpinistico ed è quindi necessario proteggersi laddove serve. Nel complesso le protezioni a parete sono solo sufficienti e, nonostante le difficoltà non estreme, non è una via da sottovalutare.































