Persephone

Il caldo, abbastanza anomalo, di questo inizio Gennaio 2022 ci sta regalando stupende giornate soleggiate e temperature miti, ideali per passare una mezza giornata in parete. Raggiungiamo il parcheggio della vecchia chiusa di San Paolo verso le 9:15 e ci incamminiamo verso l’attacco della via “Persephone”, abbastanza fisica e sostenuta per le prime lunghezze e che si rilassa solo in prossimità della vetta.

Il primo tiro sale lungo la breve fessura strapiombante che conduce ad un largo terrazzo. L’arrampicata è molto fisica sin dal primo passaggio dove è necessaria parecchia forza e nervo per superare il boulderino iniziale. Ad ogni modo il consiglio è quello di pre-riscaldarsi prima di partire ed attendere come minimo che il sole sia giunto in parete per evitare la brutta sensazione di arrampicare senza dita! Superato il primo, ed unico, fix del tiro si continua in fessura fino al terrazzo dove la via sterza bruscamente verso sinistra passando tra la parete principale ed una rampa che obliqua verso l’esterno. Al termine di quest’ultima, in prossimità di un albero, è presente la sosta da attrezzare su fix e fix+anello. 15m, 6a+.

Martina in arrivo alla prima sosta, 6a+.

La seconda lunghezza è senza dubbio quella più sostenuta dell’intero itinerario. Il muro strapiombante che si sviluppa oltre la sosta è inciso da una bella fessura che si segue fino a che termina. Nonostante le prese siano piuttosto buone, l’inclinazione si sente parecchio ed ogni movimento sollecita notevolmente la muscolatura. Superato un cordone nero, per un eventuale azzeramento, si prosegue traversando brevemente verso destra fino al raggiungimento di un pinnacolo roccioso bello solido dove è possibilie tirare finalmente un po’ il fiato. Questo può essere anche utilizzato per piazzare un cordone da usare come protezione rapida visto che la distanza del prossimo fix non è trascurabile. Il passo per rimontare il pinnacolo non è semplice ma un verticale, leggermente nascosto sulla destra, aiuta nell’operazione. Si prosegue lungo il muro grigio verticale con movimenti delicati e d’equilibrio fino ad intravedere la sosta. Un ultimo passo costringe a spostarsi leggermente sulla sinistra per raggiungere la lama che obliqua nella direzione opposta e termina con una clessidra che si può sfruttare come ultimo ancoraggio prima della sequenza di movimenti, ora più semplici, che porta alla sosta. Tiro veramente fisico e sostenuto dove non è semplice trovare buoni punti dove riposare nemmeno una volta superato lo strapiombo iniziale. 25m, 6b+.

Martina sul rassicurante pinnacolo oltre il tetto della seconda lunghezza, 6b+.

Il terzo tiro continua obliquando verso sinistra attraverso una serie di movimenti precisi lungo placca tecnica. Si sale diritti, leggermente a sinistra rispetto alla sosta, fino a raggiungere le comode lame che consentono di inserire il primo fix. Ignorando l’orecchia gialla posta poco più in alto si inizia ora a traversare verso sinistra alla ricerca dei piedi migliori e delle prese per le mani che consentono di equilibrare ogni movimento. Al termine del traverso un altro pinnacolo, questa volta meno pronunciato, permette di cambiare versante dove la parete è solcata da una fessura verticale. Vista la distanza tra i fix in loco qui è consigliabile l’utilizzo di un paio di friends per proteggersi meglio. Oltretutto, il cordone nero ed il chiodo soprastante, che dovrebbero garantire protezione verso il termine della fessura, non vigono in buono stato. L’arrampicata è comunque meno severa rispetto al tratto precedente ma necessita comunque di buona tecnica. Terminata la fessura un piccolo bombè porta ad un muretto verticale che si supera uscendone sulla destra dove la linea cambia nuovamente versante e prosegue con arrampicata più semplice fino al comodo terrazzino di sosta. 30m, 6b.

Simone all’inizio della terza lunghezza, 6b.

La quarta lunghezza inizia traversando verso sinistra, per evitare la vegetazione sopra la sosta, raggiungendo uno spigolo non semplice da superare. Il tratto è poco protetto quindi attenzione a non tirare troppo il secondo di cordata lungo questo traverso. Si prosegue lungo bella e solida placca incisa da fonde fessure che rendono l’arrampicata semplice e spensierata. La placca muta in una serie di roccette rotte quando la pendenza si fa meno verticale. Prestando attenzione a quello che si tiene si raggiunge un arbusto che può essere utilizzato come protezione rapida e si continua ancora in verticale fino alla larga cengia di sosta. 30m, 5b.

Inizio della quarta lunghezza, 5b.

Il quinto tiro ospita il passaggio più difficile della via: un muro giallo verticale dove le prese chiave sono stondate ed oramai molto usurate il che rende veramente difficoltoso passare in libera. Anche i primi movimenti, per raggiungere il fix dove è presente il passo chiave, non sono per niente scontati e si svolgono lungo una fine lama che obliqua verso sinistra, anch’essa consumata. Una volta raggiunta la protezione una sequenza intensa su saponette permette di raggiungere una bella e comoda orecchia grigia sulla destra. Il tratto è comunque, con un po’ di inventiva ed impegno, azzerabile. Da qui in poi si prosegue sempre arrampicando fino alla sosta, prima attraverso una breve sequenza in placca ed in seguito lungo bella e comoda fessura. Il passo più complesso è quello per raggiungere la fessura stessa ma una volta agguantata è possibile riposare prima di riprendere la salita. Qui è anche possibile sfruttare una clessidra sulla sinistra per accorciare la distanza tra i 2 fix. Lungo la fessura l’arrampicata è tecnica e piacevole e le difficoltà sono limitate a passaggi isolati. Dove la fessura termina prosegue un pilastrino sulla sinistra, caratterizzato da brevi solchi, che conduce direttamente alla sosta aerea dopo un ultimo passo non immediato. 32m, 6b+/A0.

Il bel muro grigio del quinto tiro, 6b+.

La sesta lunghezza si snoda lungo una bellissima placconata leggermente appoggiata ma estremamente tecnica, almeno per il grado proposto. La prima sezione rimonta una piccola pancia e raggiunge, dopo un breve traverso verso destra, un’evidente fessura che corre vericale. La si segue, prima rimanendo leggermente alla sua sinistra e poi sfruttandola sia con mani che con piedi, fino a che non termina. Una sequenza di movimenti a spalmo conduce ad una seconda pancetta che si rimonta da sinistra verso destra usufruendo del verticale, nascosto anche lui sulla destra. Un breve ma delicato traverso verso sinistra, sequendo la linea di fix a parete, conduce in prossimità del terrazzino di sosta che si raggiunge con un ultimo sforzo. Qui sono presenti 3 grossi massi abbastanza stabili che aiutano a rimontare. La sosta va attrezzata su fix e fix+anello. 30m, 6a/6a+.

Martina sulla bella placca della sesta lunghezza, 6a/6a+.

L’ultimo tiro non dona emozioni particolari e si svolge lungo una lunga sezione caratterizzata da grossi massi incastonati tra di loro. Le prese sono quasi sempre evidenti e l’arrampicata per lo più semplice. Si parte obliquando verso sinistra raggiungendo la paretina sulla quale è posto il primo fix. Questa si supera rimanendo sulla destra procedendo più in “piano” fino al muro successivo. L’arrampicata risulta essere ora più atletica ed attraversa una serie di tettini in sequenza di modesta entità e ben appigliati. Solo verso la fine della lunghezza le prese nette si fanno più rade costringendo ad un ultimo passo, per giungere alla cengia sommitale, non semplice. Si sosta su singolo fix facilmente rafforzabile grazie alla particolare conformità della roccia che ospita clessidre qua e là. 40m, 5c.

Le roccette dell’ultimo tiro, 5c.

Via nel complesso sostenuta, fisica nella prima parte e tecnica nella parte superiore. La roccia è quasi sempre ottima e l’arrampicata per lo più verticale. Non sono infatti presenti tiri di collegamento e le cenge che si incontrano sono piuttosto strette. Purtroppo alcuni tratti risultano essere compromessi dall’usura ma nel complesso non inficiano più di tanto sulla qualità e l’esperienza di salita. La chiodatura è sufficiente ma in alcuni tiri è distanziata il che richiede un po’ di esperienza nell’affrontare determinate sezioni. Vivamente consigliato un set di friend e alcuni cordini per integrare laddove necessario.